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Data Pubblicazione: 28/05/19
Pubblicato in: Credito
Scritto da: Roberto Lenzi
Pubblicato su: ITALIAOGGI

Le linee guida per permettere ai commercialisti di assistere i lavoratori autono- , imprese e società che richiederanno finanziamenti di microcredito bancario sono state messe a disposizione insieme ad un modello di business plan dal consiglio nazionale dei commercialisti. Questo è stato fatto a seguito del protocollo d’intesa sottoscritto a maggio 2018 con Federcasse, la federazione Italiana delle banche di credito cooperativo-casse rurali e artigiane. II consiglio ha pubblicato i nuovi documenti per accedere al credito di piccole dimensioni. Le linee guida riassumono la normativa e ad hanno un taglio operativo che permette di ridurre i tempi da dedicare all’aggiornamento dello strumento. II progetto viene presentato attraverso la redazione di un business plan, di un’analisi di marketing e con l’evidenziazione di altre attività che possano sostenere il trend di sviluppo e fattibilità. Il modello di business plan: è costituito da un foglio elettronico da implementare con le esigenze di ogni cliente. II modello è composto da una parte descrittiva, dove troveranno spazio la presentazione dell’azienda, la mission, l’analisi del mercato, la motivazione della richiesta di finanziamento, la fattibilità tecnica del piano, e da una serie di tabelle in cui inserire lo stato patrimoniale, il conto economico, il bilancio ridassificato, il quadro di sintesi, i parametri di previsione, lo stato patrimoniale e il conto economico previsionali. Le linee guida. Oltre al modello di business plan, il consiglio dei commercialisti ha pubblicato le linee guida sul microcredito bancario. In sostanza, le linee guida sono rappresentate da un documento di tre pagine che riassume le caratteristiche del microcredito e i requisiti per l’accesso. Le linee guida intendono assicurare lo svolgimento uniforme dell’attività di assistenza e monitoraggio da parte dei commercialisti a favore di lavoratori autonomi, imprese e società che richiederanno finanziamenti di microcredito bancario. Il documento è caratterizzato da una serie di indicazioni su beneficiari, soggetti esclusi dai finanziamenti, finalità dei finanziamenti, servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio, ammontare massimo e caratteristiche dei finanziamenti. Il microcredito in pillole. Rientra nell’attività di microcredito il finanziamento a sostegno di avvio o sviluppo di attività di lavoro autonomo odi micro-impresa, organizzata in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa, ovvero a promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro. Al microcredito non possono accedere i lavoratori autonomi o imprese titolari di partita Iva da più di cinque anni, lavoratori autonomi o imprese individuali con un numero di dipendenti superiore alle 5 unità, le società di persone, società a responsabilità limitata semplificata, o società cooperative con un numero di dipendenti non soci superiore alle 10 unità e le imprese di maggiori dimensioni con un livello di indebitamento superiore a 100 mila euro. I finanziamenti non possono essere assistiti da garanzie reali e eccedere i 25 mila euro per beneficiario; il limite può essere aumentato di 10 mila euro, qualora il contratto di finanziamento preveda l’erogazione frazionata. Il rimborso dei finanziamenti è con rate trimestrali.

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