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Data Pubblicazione: 19/03/19
Pubblicato in: Evasione fiscale
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Pubblicato su: LA NAZIONE QN

QUASI VENTI MILIARDI . È il denaro recuperato dall’Agenzia delle Entrate nel 2018 grazie ai controlli per contrastare l’evasione fiscale (16,2 miliardi di euro, +11% in più sull’anno precedente) e alle misure di rottamazione delle cartelle e voluntary disclosure (altri 3 miliardi di incasso), che però subiscono un calo importante. Nel complesso, dunque, rispetto al 2017 c’è una lieve flessione, da 20,1 miliardi di passa a 19,2. I risultati sono stati presentati ieri a Roma: i versamenti diretti mostrano un rialzo del 10%, lettere per la compliance (ovvero il sollecito alla collaborazione del contribuente) del 38% e i ruoli del 4%. Scendono invece le entrate straordinarie da liti fiscali (-87%) la rottamazione (-41%) e la voluntary disclosure (-25%). Nel dettaglio, poi, dalla prima tranche di pace fiscale in vigore dallo scorso novembre, quella sugli accertamenti, sono stati raccolti 50 milioni di euro. «Ho fatto uno sforzo di interpretazione – ha detto il direttore dell’Agenzia, Antonino Maggiore – perché ci tengo a spiegare che la componente ordinaria mostra dati confortanti e di questa rispondiamo. Poi c’e’ una componente straordinaria che non trova stabilità e ha effetti temporanei che non dipendono dall’Agenzia, ma dalla volontà dei cittadini di aderire o meno. Sulla rottamazione bis (che ha fruttato poco più di due miliardi di euro, ndr) c’è stato un effetto rinvio sulla ter, che è più allettante e prevedibilmente avremo effetti positivi su quella». Maggiore ha escluso che ci sia stato «un effetto annuncio: direi di no perché le previsioni di gettito incluse nelle relazioni tecniche delle normative sono state rispettate».

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