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Data Pubblicazione: 12/01/20
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Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

PRATO Debutto in chiaroscuro per la rivoluzione dello scontrino elettronico. Il vecchio registratore di cassa va in pensione e inizia l’era delle macchine capaci di dialogare direttamente con l’Agenzia delle Entrate. Un bel cambiamento. Che le associazioni di categoria vedono come il fumo negli occhi perché, dicono. sono stati creati dei costi in più e ora crescerà in modo esponenziale l’impegno dei commercialisti per la consulenza ai clienti. C’è comunque ancora un periodo finestra di sei mesi per mettersi in regola, ma dal 1° luglio non ci saranno più scappatoie e tutti i titolari di partita Iva che hanno attività di vendita al pubblico dovranno essere in possesso del registratore telematico. Le stesse associazioni di categoria hanno organizzato negli ultimi tempi corsi per formare negozianti e artigiani alla novità e in effetti non ci sono state grandi difficoltà nell’apprendere il nuovo meccanismo di funzionamento. «Ma per le piccole realtà l’acquisto del registratore di cassa telematico non è stato semplice», precisa Mauro Lassi, presidente Confesercenti Prato. «Colpa del prezzo che si aggira sui 500 euro, ma anche dei costi di installazione e della necessità di imparare subito a usarlo. Di fatto si tratta di nuove, ennesime spese che zavorrano le piccole imprese. Non c’eravamo ancora abituati alla fatturazione elettronica che ora ci piomba addosso questo nuovo adempimento, che va a colpire anche chi il registratore di cassa non l’ha mai avuto e che finora rilasciava una semplice ricevuta cartacea». Il registratore telematico trasmette gli scontrini all’Agenzia delle Entrate, ma intanto per i clienti cambia poco visto che al posto del solito scontrino ricevono un documento commerciale che può essere usato per resi e garanzie. «L’Agenzia delle Entrate – aggiunge Tiziano Tempestini di Confcommercio Prato e Pistoia – riceve in questo modo un flusso di informazioni che avrebbe ricevuto comunque in altro modo. E chi non utilizzava il registratore, ad esempio parrucchiere ed estetiste, ha così un chiaro aggravio dei costi». Per Cna le ditte artigiane più coinvolte dalla novità sono quelle di parrucchieri, estetiste, meccanici, carrozzieri o impiantisti. «Le complicazioni non sono di poco conto – dice Claudio Bettazzi, presidente di Cna Toscana Centro – sia sul piano finanziario che su quello operativo visto che parliamo di piccole o microaziende che non possiedono né il personale né le competenze tecnologiche per fare fronte a questa novità. Sul primo fronte le imprese sono chiamate a dotarsi entro giugno di un registratore dal costo medio di 500-600 euro (anche se è previsto uno sconto fiscale di circa 250 euro che però copre solo parzialmente il costo sostenuto, ndr) al quale si lega l’ulteriore spesa di 100 euro per la manutenzione annuale, che non è coperta da alcun contributo. E’ evidente che le piccole imprese che operano in regime forfettario si sentono ulteriormente penalizzate perché vengono di fatto equiparate ad aziende di dimensioni ben più grandi». Un provvedimento che porterà solo spese anche secondo Confartigianato. «I negozi e le attività – sottolinea il presidente Luca Giusti – si sono adeguate ma non ci saranno grandi variazioni a livello fiscale. Poi arriverà la trovata della lotteria che non può battere l’evasione fiscale». «La lotteria – conclude Lassi – è la promessa della possibilità di partecipare all’estrazione di premi. Per ora è solo un rompicapo sia per gli esercenti sia per i clienti che dovranno vedersela con credenziali valide, iscrizioni on line e codici lotteria. Siamo davvero certi che la lotta all’evasione passi dallo scontrino telematico? O deve forse partire dall’obiettivo di far pagare le tasse ai giganti tecnologici e far dialogare tra loro le banche dati che oggi non comunicano?».

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