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Data Pubblicazione: 28/05/19
Pubblicato in: Politica
Scritto da: Luigi Caroppo
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

MEGLIO di Matteo Renzi, il rottamatore che fece di Firenze la sua rampa di lancio dopo averla innalzata a rinnovata «capitale» d’Italia. Dario Nardella, due vittorie al primo turno delle Comunali, mette sulla Torre d’Arnolfo la bandiera del Pd. Palazzo Vecchio è davvero il fortino inespugnabile della Toscana: lui a valanga vince la sfida con Ubaldo Bocci con distanze da voragine, i dem si affermano alle Europee con una percentuale che era normale anche pochi anni fa, ma che adesso, vedendo la geografia politica della regione, non lo è più: 43,70 % pari a oltre 83mila voti mentre la Lega salviniana si ferma al 20,26 % per 38.931 voti. Un abisso di distanza. «A Firenze il Pd ha vinto perché ha saputo coniugare buon governo e unità interna. Abbiamo vinto perché non ci siamo fatti influenzare né da padrini politici, né da correnti. È stata premiata la mia autonomia, la mia umiltà e la mia dedizione», gonfia il petto, con orgoglio, Nardella quando mette piede a Palazzo Vecchio. «Abbiamo vinto perché abbiamo parlato direttamente alla gente. Questa è la vera ricetta».
LA VIA nardelliana del Pd non è un laboratorio politico da esportare per arginare l’offensiva leghista, ma è già realtà. Concretezza. Nardella è stato il primo tra i sindaci a capire che parlare di sicurezza non era peccato. E ha piazzato, giorno dopo giorno, telecamere in città arrivando a quota 600. Ed è stato davvero tra la gente, anche quella dell’Isolotto, quartiere creato dal nulla dal sindaco santo Giorgio La Pira: al populismo risponde con la voglia di stare tra la gente proprio come faceva l’uomo venuto da Pozzallo. IL FORTINO Firenze si difende anche così mentre tutto intorno la Toscana cambia pelle. Prato e Livorno vanno al ballottaggio. E prima Carrara è diventata la mosca bianca del M5s, Lucca è al centrosinistra per 300 voti alle scorse amministrative. Poi Arezzo, Siena, Pisa, Grosseto e Massa sono al centrodestra grazie ai sindaci civici. E il prossimo anno si vota per le Regionali. Il voto delle Europee in Toscana dice che la Lega potrebbe fare il colpaccio con la coalizione del centrodestra (Fd’I e Forza Italia) superando il 40%. Il Pd resta il primo partito con il 33%, ma ha compagni di viaggio deboli se non verranno messe in campo nuove strategie. «Il Pd toscano è punto di riferimento nel panorama nazionale» sottolinea Simona Bonafè, campionessa di preferenze nella circoscrizione Centro per l’europarlamento e segretaria toscana dem. «La Toscana è l’unica regione dove il Pd è il primo partito. C’è ed è in prima linea per contrastare le illusioni di chi vorrebbe isolare il Paese e guadagnare consensi portando sentimenti di paura nella società».
LA SFIDA Toscana 2020 è già iniziata. Ma prima c’è da aspettare l’esito dei due ballottaggi. Prato diventa città simbolo: la Lega sbaraglia alle Europee e traina Daniele Spada al testa a testa con Matteo Biffoni mentre Livorno mette da parte l’esperienza Nogarin e propone il match tra Luca Salvetti e Andrea Romiti. Ma nel centrodestra toscano non mancano i malumori. FI col segretario toscano Stefano Mugnai chiede un congresso. «Il partito deve essere riorganizzato valorizzando quanto di più prezioso abbiamo: la figura di Silvio Berlusconi». E lancia frecciate alla Lega per i candidati scelti a Firenze e Prato.

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