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Data Pubblicazione: 09/02/19
Pubblicato in: Manifestazioni, Sindacati
Scritto da: Claudia Marin
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

TORNA, dopo almeno sei anni, la piazza unitaria del sindacato contro le politiche del governo. E per la prima volta, fianco a fianco, si ritroveranno a Piazza San Giovanni operai, impiegati, pensionati, disoccupati ma anche una delegazione di industriali dell’Emilia-Romagna inferociti per il decreto blocca-trivelle. Alla testa della manifestazione i leader di Cgil, Cisl e Uil, dal neo eletto Maurizio Landini a Anna Maria Furlan a Carmelo Barbagallo. Ma proprio alla vigilia della kermesse il leader grillino manda un avviso non proprio conciliante: «La settimana prossima presenteremo un emendamento al decretone per tagliare la pensione agli ex sindacalisti». Lo slogan scelto per la mobilitazione sindacale, ‘Futuro al lavoro’, punta a mettere l’accento sulla piattaforma comune predisposta dalle tre sigle su crescita, sviluppo, pensioni e fisco, con l’obiettivo di riaprire con il governo una partita di confronto che, in realtà, dopo un fugace incontro a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, non ha prodotto alcun esito. Il che, per di più, è in linea con la progressiva fine della stagione della concertazione cominciata in era Renzi. Ma per i vertici delle tre confederazioni quella di oggi dovrebbe essere l’avvio della ripresa della mobilitazione.
«RIEMPIAMO piazza San Giovanni e non ci fermiamo il 9», avvisa Landini. Alla sua prima manifestazione, peraltro unitaria (l’ultima a piazza San Giovanni risale a giugno 2013), alla guida della confederazione di Corso d’Italia. Con un’inusuale adesione: in piazza, anche una delegazione di industriali, quella di Confindustria Romagna che «contesta le politiche adottate dal governo nel decreto semplificazioni» ed in particolare lo stop alle trivelle: un «suicidio industriale», insiste il presidente, Paolo Maggioli. «Nessun imbarazzo» ad affiancare i sindacati: «In questa fase è importante essere uniti, difendere insieme crescita e lavoro».
«LA VOCE del popolo del lavoro è una voce forte e deve essere ascoltata dal governo», incalza la Furlan. Sono 12 milioni, ricordano Cgil, Cisl e Uil, le persone da loro rappresentate. Sarà «una grande manifestazione di partecipazione e di proposta», sottolinea Barbagallo. «Noi vogliamo aprire un confronto e vogliamo portare a casa dei risultati», rimarca Landini.

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