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Data Pubblicazione: 15/11/19
Pubblicato in: Burocrazia
Scritto da: Cristina Bartelli
Pubblicato su: ITALIAOGGI

Le fatture elettroniche verso i 2 mid. Dal primo gennaio (entrata in vigore dell’obbligo ad oggi) sono arrivate ai server dell’Agenzia delle entrate 1 miliardo e 800 mila documenti da meno di 3.800.000 soggetti con una percentuale di scarto pari a 2,49%. II dato è stato fornito ieri, durante l’8° Forum Tax, organizzato a Milano da Wolters Kluwer da Carmelo Piancaldini, capoufficio applicativi dell’Agenzia delle entrate. «La percentuale di scarto molto bassa per noi è significativa a fronte anche di un sistema che non ha mai subito dei blocchi», ha spiegato Piancaldini. Sono 130 mila, poi, i soggetti che in media ogni giorno si collegano al servizio dell’Agenzia «fatture e corrispettivi» ed è del 90% la percentuale dei soggetti che ha affidato agli intermediari in tutto o in parte l’accesso ai propri dati. «E un risultato» ha riconosciuto Piancaldini, «non solo per l’Agenzia ma anche per gli intermediari». Le nubi dell’e-fattura si sono trasformate in sereno, insomma se come ha sottolineato Massimo Miani, presidente del consiglio nazionale dei dottori commercialisti: «Dopo i primi mesi il sistema è andato a regime molto velocemente e ora colleghi tedeschi e francesi sono venuti in visita per studiare l’implementazione». Ma per la professione non sono assolutamente rose e fiori Miani ha ricordato che con la digitalizzazione: «Se è vero che i costi per l’amministrazione si sono abbassati, i professionisti sono andati in crisi di redditività e non siamo riusciti a trasferire questo lavoro né ai clienti né allo stato. Non abbiamo portato a casa niente se non costi e ora occorre ripensare al nostro ruolo», osserva Miani. Sul punto concorda Antonio Canu, consigliere dell’ordine dei commercialisti di Milano che rincara la dose ricordando che ora l’emergenza per gli studi sono i risultati degli Isa, le pagelle fiscali: «Siamo oberati dagli adempimenti telematici e non abbiamo il tempo di seguire i clienti», lamenta Canu. Marco Natali, presidente di Fondprofessioni riflette sul fatto che: «Nessun compenso è riconosciuto per l’e-fattura e c’è la convinzione errata che basta schiacciare due tasti»

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