Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 05/07/19
Pubblicato in: Istituzioni
Scritto da: Sara Bessi
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

«C’E’ UNA fortissima inopportunità nella scelta fatta dal sindaco, perché rischia di dare una visione distorta della polizia municipale, coinvolta e pervasa dalla politica. Come se niente fosse si lascia il cappello dell’ispettore per indossare la veste dell’assessore. Con le mie dimissioni voglio dare un messaggio preciso e mantenere l’integrità della polizia municipale, che deve avere un ruolo terzo rispetto alla politica». Andrea Pasquinelli, comandante in carica, parla con chiarezza delle motivazioni che lo hanno spinto a prendere una strada senza ritorno: quella delle dimissioni. Lui che è è arrivato a Prato nel 2003 come vicecomandante per poi prendere il comando nel 2008, ha deciso di lasciare prima della scadenza naturale, quella del primo settembre 2020.
«DI FATTO ho deciso di restare senza stipendio per un anno», spiega. «Ma di fronte alla scelta inopportuna di affidare il ruolo di assessore ad una mia ex ispettrice (Flora Leoni, ndr), ho dovuto lanciare un messaggio che preservi la dignità del corpo di polizia che rappresento». Quello che non va giù a Pasquinelli è la commistione che secondo lui deriva dalla scelta di passare dalle fila della Municipale alla poltrona di assessore assessore senza essere mai stati attivi in politica. «La scelta per questo assessorato è completamente sbagliata perché mescola un ruolo politico con quello tecnico. In Italia non esistono assessori tecnici. Ci sono i politici che devono dare indirizzi e controllare e i dirigenti che devono gestire. In questa nomina – insiste Pasquinelli – riscontro una fortissima inopportunità, perché rischia di dare ai cittadini una visione sbagliata della polizia municipale. Con ciò non voglio dire che il sindaco abbia fatto una scelta illecita, può naturalmente nominare chi vuole». Fra le altre cose, Pasquinelli è stato avvertito della nomina di Flora Leoni quando i giochi erano ormai fatti. «Ho ricevuto una telefonata dal sindaco quando già aveva effettuato la sua scelta. Era la sera del 18 giugno. Il giorno dopo ho chiesto per messaggio di trovarsi per parlarne. E siamo arrivati ad oggi». Pasquinelli ricorda di aver lavorato con altri assessori (Roberto Rosati, Massimo Carlesi e Aldo Milone per i due mandati), senza «che mai si creasse commistione fra ruolo politico e ruolo tecnico. Lo stesso vale per Milone: quando è stato assessore, nonostante quel suo presentarsi da sceriffo, non si è mai intromesso sull’attività del Comando, e nonostante la sua provenienza dalla polizia, accompagnata, però, da anni di impegno politico». Altro scalino che Pasquinelli ritiene insormontabile è il fatto che l’assessore Leoni sia stata una sua sottoposta.
«E’ UNA situazione un po’ imbarazzante: la nostra struttura è ordinata gerarchicamente e il messaggio che arriva all’esterno rischia di non essere chiaro». La decisione di Pasquinelli è irrevocabile: «La comunicazione delle dimissioni è stata inviata in Comune in contemporanea all’annuncio dato ai miei agenti. Pensavo di andarmene in altro modo, ma la vita a volte riserva delle sorprese», dice con amarezza poco dopo essere stato salutato da un commosso e lungo applauso degli agenti.

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email