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Data Pubblicazione: 20/11/19
Pubblicato in: Servizi
Scritto da: Monica Pieraccini
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

Nel centro Italia, e in particolare in Toscana, perché l’acqua costa di più e perché le bollette sono diverse da provincia a provincia? «Intanto, è da chiarire una cosa. La spesa media nella regione, secondo i dati dell’Ait, è di 327 euro l’anno», spiega Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, l’associazione regionale delle imprese di servizio pubblico locale. Quindi i dati di Cittadinanzattiva non sono corretti? «Non giudico il lavoro degli altri. Mi attengo ai dati ufficiali forniti dall’Autorità idrica toscana, che vengono poi inviati ad Arera. E dico dunque che la media è di 327 euro l’anno». L’acqua, comunque, in Toscana si paga cara, non trova? «Se guardiamo a livello europeo, è meno costosa di altre realtà. Secondo la classifica elaborata da Utilitatis su dati Global Water Intelligence, l’acqua da noi si paga meno che a Berlino, Monaco, Oslo, Vienna, Helsinki, Parigi, Londra, Barcellona». Però è più cara di Roma e Milano… «Certo, perché morfologicamente l’Italia centrale è molto diversa da Milano e da Roma». Ovvero? «C’è una diversa capacità naturale di recuperare la risorsa idrica. Qui non abbiamo acqua per caduta né dalla falda, nel sottosuolo, come accade a Milano. E’ più difficile avere acqua ‘in libertà’ e bisogna spendere molti soldi per depurarla, come succede a Firenze, dove viene presa dall’Arno e deve essere depurata e filtrata per renderla potabile. Ciò ha un costo enorme. In altre realtà toscane si spende invece tanto di elettricità, per trasportare l’acqua dove non c’è, come avviene in Maremma, a nord di Grosseto o a Pisa, dove viene presa acqua che arriva dalla Garfagnana». Ci sono altre ragioni che rendono più alta la tariffa? «Gli investimenti. In Toscana si paga qualche euro in più rispetto alla media nazionale per la quantità di risorse investite: due miliardi di euro negli ultimi venti anni. Una cifra enorme». Dove sono andate queste risorse che pagano i cittadini in bolletta? «Sono servite e servono per raggiungere gli standard di servizio richiesti dalla normativa europea. Sono investimenti in depurazione, fognatura, qualità dell’acqua, regolarità del servizio, rapporto con l’utente, riduzione dei consumi energetici e anche delle perdite sulla rete idrica. Su quest’ultimo fronte le aziende hanno lavorato tanto. Ci sono zone più problematiche, come la costa toscana, ed è lì infatti che si fanno più investimenti e l’acqua costa perciò di più di altre province». Le tariffe continueranno ad aumentare? «In Publiacqua, l’azienda più grande della regione, non si sono registrati aumenti tra il 2018 e il 2019 e non ce ne saranno più. La tariffa sarà stabile fino al 2024. L’allungamento della concessione porterà dunque con sé la stabilizzazione della tariffa. Avverrà anche in altre realtà. L’Acquedotto del Fiora farà investimenti nei prossimi venti anni, ma la tariffa resterà stabile».

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