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Data Pubblicazione: 05/12/18
Pubblicato in: Economia
Scritto da: Mario Senslnl
Pubblicato su: CORRIERE DELLA SERA

«Qualunque accordo si dovesse trovare con l’Unione europea è subordinato al fatto che non si toccano le priorità del governo e il mantenimento dell’impianto della legge di Bilancio che state discutendo». Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, tenta di rassicurare il Parlamento, dove cresce l’agitazione in attesa dell’eventuale modifica della manovra in funzione di una possibile intesa con la Ue. La soluzione passa per una revisione di Quota ioo e Reddito di cittadinanza, «ma per il momento ci sono solo delle opzioni possibili per un accordo, ma la decisione finale, oltre che tecnica è politica, e ancora non c’è» ha detto Tria, ammettendo tuttavia che il «dialogo con la Ue è sempre più costruttivo». Alla Camera è stato un incontro teso, che ad un certo punto ha rischiato pure di saltare, e che si è concluso con l’abbandono della Commissione da parte del Pd, Forza Italia, FdI e Leu, in pratica tutta l’opposizione. Tria ha prima dovuto attendere una buona mezz’ora che la commissione Bilancio finisse di votare i pareri. Poi si è accesa una discussione sulla natura del suo intervento del ministro, sollecitato da tutti i gruppi. «Ho dato disponibilità per un’informativa, non sono in grado di fare un’audizione. Se non siete d’accordo me lo dite e io, non vi offendete, me ne vado» ha detto il ministro, giunto in Parlamento appena sbarcato dall’aereo che da Bruxelles, dove si è svolto un nuovo round sul negoziato, lo ha riportato a Roma. Nel merito del confronto con la Ue Tria ha opposto il massimo riserbo, «anche in accordo con la Commissione». Ma ha confermato che i margini di una possibile intesa possono essere trovati in una riconfigurazione di quota ioo e del reddito di cittadinanza. «Per ora c’è un fondo per il finanziamento di queste misure, ma i loro meccanismi devono essere ancora definiti. Stiamo cercando di capire, attraverso le simulazioni dell’Inps e del ministero se, dettagliandone meglio il funzionamento, queste misure richiedono meno risorse di quelle stanziate nel fondo» ha detto Tria. Aggiungendo che nella possibile revisione della manovra entreranno altre misure, «come le privatizzazioni», e che alcune voci potranno essere modificate, attribuendo ad alcuni investimenti la natura di spesa eccezionale, escludendoli dal deficit. «II vostro lavoro non è affatto inutile. Le modifiche, se ci saranno, non lo intaccheranno» ha detto Tria. La commissione ha approvato ieri alcuni emendamenti, elevando a 5 mila euro il tetto di spesa oltre il quale le amministrazioni pubbliche devono ricorrere agli acquisti centralizzati, oggi fissato a mille euro.

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