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Data Pubblicazione: 04/11/19
Pubblicato in: Fisco e Tasse
Scritto da: Antonio Troise
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

Si parte: da oggi la manovra da 30 miliardi di euro comincia il percorso parlamentare. Si comincia dal Senato. E non sarà un percorso facile, considerando anche i numeri, più risicati, sui cui può contare la maggioranza giallo-rossa. Anzi, è probabile che la legge di Bilancio uscirà da Palazzo Madama fortemente modificata. Con il consueto assalto alla diligenza dei conti pubblici a raffiche di emendamenti. Fatti salvi i due capitoli sui quali il consenso è unanime, ovvero lo stop agli aumenti dell’Iva (vale circa 23 miliardi) e l’avvio delle politiche a favore delle famiglie (dal voucher per gli asili nido al bonus bebè), per il resto il cantiere è pronto a essere riaperto. Con l’obiettivo dichiarato soprattutto dai renziani, di abolire i 2 miliardi di microtasse racchiuse nelle 90 pagine della legge di bilancio. Il governo, infatti, è disponibile a migliorare il testo, a patto che chi propone le correzioni sappia anche dove trovare i quattrini necessari. Si prepara, comunque, una pioggia di emendamenti per fermare l’aumento delle imposte sulle auto aziendali. È vero che nell’ultima versione della manovra il prelievo è stato fortemente alleggerito. Ma anche nella formulazione attuale riguarda circa 2 milioni di lavoratori, soprattutto autonomi, per i quali l’aliquota del valore convenzionale del noleggio sul quale calcolare l’imposta sale dal 30 al 60%, il doppio. Ma ad essere fortemente a rischio sono le due tasse più indigeste per consumatori e produttori: plastic e sugar tax. La prima dovrebbe scattare dal primo giugno e porterà nelle casse dello Stato 1,1 miliardi. Per la seconda, invece, le entrate previste sono poco meno di 400 milioni. Il ministro dell’Economia è disponibile a modificarle, anche attraverso una rimodulazione da concordare con i produttori. Nella maggioranza, però, Italia Viva spinge per un’abolizione totale. Cinquestelle e Pd sono, invece, più prudenti.

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