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Data Pubblicazione: 03/06/19
Scritto da: Andrea Frollà
Pubblicato su: LA REPUBBLICA Affari&Finanza

La fatturazione elettroni ca si sta rivelando un alleato di tutto rispetto degli 007 del Fisco italiano e i risultati dei primi due mesi dell’anno in corso (circa 690 milioni di euro di falsi crediti Iva scoperti e bloccati) lasciano presagire un contributo miliardario già nel breve termine. La e-fattura rappresenta però solo l’ultimo pezzo del puzzle anti-evasione che il nostro Paese sta faticosamente costruendo. E alcune novità in rampa di lancio, dai corrispettivi telematici alla lotteria degli scontrini, promettono di migliorare ulteriormente le recenti performance di recupero dell’evasione.
RECUPERI
Nel corso del 2018 l’Agenzia delle Entrate ha recuperato complessivamente 19,2 miliardi di euro, quasi un miliardo in meno rispetto all’anno precedente. II risultato è figlio di un doppio trend: da un lato, il calo del recupero da misure straordinarie, come la “pace fiscale”, le rottamazioni e altro, che registrano, -46% tra 2017 e 2018); dall’altro, l’aumento a doppia cifra del recupero da attività ordinarie di controllo (16,2 miliardi, +11%), quelle che l’Agenzia effettua di base. A fare la voce grossa sono stati come sempre i versamenti diretti, cioè le somme versate a seguito di atti emessi dall’Agenzia, che valgono il 59% del recupero totale. L’aumento più rilevante è stato invece registrato dalla promozione della compliance: nel 2018 i quasi 2 milioni di alert inviati dell’Agenzia hanno fruttato 1,8 miliardi di euro, il 38% in più rispetto all’anno precedente (addirittura +260% rispetto al 2016). In questo scenario spicca però l’esordio della fatturazione elettronica tra privati che, in appena due mesi di rodaggio, ha già mostrato un potenziale niente male. Dopo aver regolato inizialmente i soli rapporti tra imprese e PA, dal 1° gennaio scorso la e-fattura è diventata pienamente operativa anche sul fronte privato. Secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Economia e delle fmanze, al 16 maggio risultano oltre 712 milioni di fatture elettroniche inviate da circa 3,17 milioni di operatori, con una percentuale di scarto pari al 3,19%. Proprio l’analisi delle informazioni ricevute dall’ente ha permesso di smascherare un complesso sistema di frodi, messo in atto nel settore degli idrocarburi tramite un preciso modus operandi tra società cartiere: ingenti crediti Iva nelle dichiarazioni annuali, assenza di fatture nel portale e fatture emesse da soggetti con un elevato profilo di rischio. Uno scacco matto nato dall’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le informazioni transitate nel portale Fatture e corrispettivi, che è valso un blocco di falsi crediti Iva per 688 milioni di euro nel primo bimestre 2019.
INCROCIO DATI
È stato l’incrocio dei dati, sostiene l’Agenzia, a consentire lo svolgimento di approfonditi controlli informatici in tutta Italia che hanno portato alla scoperta di sedi inesistenti, attività economiche assenti e consistenti acquisti fittizi. Missione compiuta dunque, se non altro perché la fatturazione elettronica è nata proprio per favorire lo sfruttamento dei flussi telematici dei dati fiscali: più informazioni a disposizione e velocità dei controlli, maggiore probabilità di stanare i furbi. È possibile che chi non emetteva la fattura prima della svolta elettronica continuerà a non farlo. Ma è chiaro che grazie ai dati le maglie attorno agli evasori si stringono ulteriormente, senza contare il classico effetto deterrente che non guasta mai. Nella stessa ottica si inserisce pure il recente rafforzamento dello scambio di informazioni tra le banche dati dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Che sicuramente beneficeranno dell’ondata di dati che sarà generata dalla messa a regime dei corrispettivi elettronici prima, della lotteria degli scontrini poi.
SINERGIE
Dal 1° luglio di quest’anno scatterà infatti l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico per i contribuenti con volumi d’affari superiori a 400mila euro, a cui si accompagnerà l’obbligo di inviare telematicamente i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Un doppio vincolo che permetterà all’ente di verificare in tempo reale l’effettivo ammontare delle vendite, nonché di confrontarlo con l’Iva pagata o altre spese di esercizio. Ne sono esonerati, spiega una nota del Mef, i soggetti non chiamati alla certificazione dei corrispettivi (tabaccai, giornalai e altri prestatori di servizi). L’estensione ai commercianti sotto i 400mila euro di ricavi scatterà il 1° gennaio 2020, lo stesso giorno in cui verosimilmente prenderà il via la lotteria degli scontrini. Un’iniziativa a premi sperimentata con successo in diversi Paesi stranieri (da Taiwan al Portogallo) che dovrebbe indurre i consumatori a chiedere lo scontrino, facendo così emergere i consumi che sfuggono al Fisco.

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