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Data Pubblicazione: 10/02/19
Pubblicato in: Artigianato, Aziende
Scritto da: Giovanni Fiorentino
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

CINQUANT’ANNI e non sentirli, tenendo il passo dei clienti e del mercato. E’ la storia della Vetreria Durgoni, che quest’anno festeggia il mezzo secolo di vita. «Sembra ieri, da un certo punto di vista», racconta Santino Durgoni, fondatore della ditta e ancora in sella insieme ai soci e ai figli. «Però è vero che intanto è cambiato completamente il contesto in cui ci troviamo a lavorare. Sicuramente è cambiata Prato. Resta l’emozione per aver raggiunto un traguardo importante». Un’avventura a cui fu proprio lui a dare il via nel 1969 riuscendo ad aprire le porte di una piccola bottega artigiana in via Zarini in un’epoca in cui il tessile monopolizzava l’attenzione pratese.
UN’ATTIVITÀ nata come «Vetraio Santino» che si ingrandì ben presto sia sul piano logistico (fino al trasferimento in via Valentini dove Santino, insieme alla moglie Patrizia, prese con sè anche due soci) che su quello economico e produttivo. Pochi anni dopo l’organico crebbe con l’ingresso in pianta stabile dei figli Riccardo (nel 1996) e Luca (nel 2002) fino ad arrivare agli undici dipendenti attuali e alla sede di via del Cilianuzzo. Ma com’è cambiato il mestiere? «Una volta veniva qui l’imprenditore che citava un lavoro fatto da noi per un suo concorrente e diceva: ‘Voglio una vetrata ancora più bella, non bado a spese’», ricorda Patrizia.
«OGGI la forbice fra ricchi e poveri si è allargata. L’80% del nostro commercio si è spostato su vetrate da 200 o 300 euro, oltre che su ristrutturazioni. E questa scelta ha pagato». L’economia cittadina, secondo i Durgoni, non può prescindere da una collaborazione con le comunità straniere presenti sul territorio. «Dal punto di vista della composizione demografica, Prato è diventata molto simile a Londra. E’ impossibile non tenere conto di questo melting pot», dicono ancora Riccardo e Luca. «Lavoriamo molto con gli imprenditori orientali. Il forno di tempera che utilizziamo, per fare un esempio, è prodotto da una ditta cinese. L’economia pratese ha tante potenzialità. Per tirarle fuori, però, bisogna giocare di squadra. Questo vale anche per noi e ci auguriamo che la nostra azienda possa continuare su questa strada. E magari festeggiare il centenario».

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