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Data Pubblicazione: 08/11/19
Scritto da: Elena Duranti
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

Il Comune di Prato in trasferta a Milano per studiare la Chinatown di via Paolo Sarpi e ’imparare’ a valorizzare la zona orientale della città, visto che il quartiere cinese di Milano oltre ad ospitare la comunità più grande d’Europa è protagonista di un vero e proprio boom economico, con gli immobili cresciuti almeno tre volte del loro valore negli ultimi anni: ora 100 metri quadrati costano 900mila euro. Boom a cui vorrebbe ambire anche via Pistoiese. Sarà mai possibile? La riunione è stata organizzata dall’assessore all’urbanistica del Comune di Prato, Valerio Barberis che ha incontrato qualche settimana fa l’assessore sviluppo economico del Comune di Milano Cristina Tajani: «Si è trattato – sottolinea Barberis – di un confronto per mettere insieme strategie comuni non soltanto per le Chinatown che hanno sia differenze che punti di contatto, ma anche sul decoro urbano e sull’economia circolare. Abbiamo avviato una relazione tra Comuni che proseguirà». A questo incontro ne è seguito un altro, mercoledì scorso, a cui con Barberis hanno partecipato l’assessore alla città curata Cristina Sanzò, il consigliere comunale Marco Wong e i vertici delle principali associazioni cinesi di Prato. L’obiettivo della visita in via Sarpi era quello di trarre ispirazione in vista dei lavori di riqualificazione del Macrolotto Zero. La delegazione è stata ricevuta nella sede dall’associazione cinese Oltremare di Industria e commercio di Milano insieme ai rappresentanti di 18 associazioni cinesi del territorio milanese. Un confronto a tuttotondo su come via Sarpi sia arrivata ad essere oggi una delle strade a maggiore capacità attrattiva di investimenti del capoluogo lombardo, registrando, oltre alla presenza di negozi, bar e locali molto frequentati anche da turisti, un forte aumento del valore degli immobili. «Una ricetta non semplice e di certo complessa da replicare e importare a Prato – sottolinea Luca Zhou Long, presidente dell’associazione Ramunion Italia – ma resta un obiettivo a cui tendere e per cui da anni ci siamo impegnati. Da tempo infatti operiamo sul fronte degli scambi culturali e del rapporto con le istituzioni, su tutte il Comune di Prato». A spiegare il cambiamento che ha rende via Sarpi uno dei luoghi più cool di Milano è lo stesso assessore Barberis: «Via Pistoiese e via Sarpi hanno molte differenze, sono completamente diverse come situazioni urbane, a Milano la riqualificazione è cominciata più di dieci anni fa, ma la chiave di tutto è stata la pedonalizzazione attuata tra il 2007 e il 2011, accompagnata da investimenti privati non solo cinesi». Uno «swicth» che ha innescato la rivitalizzazione e l’esplosione in positivo del quartiere, diventato il posto dove la gente vuole andare a vivere. «Prima dagli anni ’80 l’attività imprenditoriale cinese aveva rimpiazzato la produzione e il commercio all’ingrosso di pelletteria – prosegue Barberis – ma si trattava di un quartiere a sé, tanto che la prima reazione alla proposta di pedonalizzazione fu quella di molte proteste sia da parte dei commercianti cinesi che dei residenti milanesi. Si alzò un muro, poi i vari operatori hanno capito che era un’opportunità di crescita e di investimento. Come c’è riuscita Milano? Grazie al cosiddetto Duc (Distretto urbano commerciale, ndr) previsto con il contributo della regione Lombardia, che riunisce le voci di una realtà molto complessa riuscendo a farle dialogare. Ha messo insieme, oltre che le associazioni della comunità cinese, anche i comitati dei cittadini, le istituzioni e i rappresentanti delle categorie economiche. Un lavoro comune che ha pagato». La pedonalizzazione ha cominciato a dare i suoi frutti nel 2012 e non ha ancora smesso. «Nessun cittadino italiano o cinese tornerebbe indietro», aggiunge l’assessore all’urbanistica. Ora un immobile vale tre volte di più rispetto al 2007, una volta riqualificata la zona, le case e gli uffici sono stati molto richiesti. «Fortunata anche la vicinanza con il distretto milanese dell‘audiovisivo e della agenzie di comunicazione. Credo sia possibile innescare un processo simile anche a Prato, nonostante le differenze. Stiamo iniziando a creare un network, quello che mi interessa è mettere in luce la relazioni con il Comune di Milano, che sta cominciando su tantissimi temi tra cui l’economia circolare, la pianificazione urbana, la, mobilità, l’ambiante»., Anche l’assessore Sanzò è soddisfatta: «E’ stata una trasferta positiva, abbiamo potuto cogliere l’evoluzione di un quartiere che aveva avuto molte difficoltà e oggi è un luogo di eccellenza, grazie alla riqualificazione e alla collaborazione e tra istituzioni, cittadini, associazioni nel Duc. Penso che a Prato – conclude l’assessore alla città curata – si debba intervenire su più fronti, prima dal punto di vista urbanistica, poi commerciale e culturale. L’approccio multidisciplinare può dare risultati per risolvere un nodo difficile come quella della Chinatown di via Pistoiese».

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