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Data Pubblicazione: 11/07/19
Pubblicato in: Vita in Città
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Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

ANCORA MULTE ai locali della movida del centro storico per l’occupazione abusiva della strada con tavolini e sedie. I vigili urbani in questi giorni hanno controllato in particolare via Santa Trinita e piazza San Francesco dopo aver effettuato lo stesso tipo di attività, a maggio, nella zona di via Settesoldi. In particolare, in collaborazione con il personale dell’unità territoriale zona centro sono stati eseguiti controlli per eventuali occupazioni illecite di suolo pubblico da parte dei locali della movida notturna: sono scattate verifiche in 15 attività di somministrazione e quasi tutte sono risultate non in regola.
NELLO SPECIFICO, 10 locali sono stati sanzionati per violazione dell’articolo 20 del codice della strada, che disciplina, appunto, l’occupazione del suolo pubblico. Tra questi, 7 non avevano chiesto nessuna autorizzazione per sistemare tavoli e sedie in strada, mentre gli altri 3 lo avevano fatto ma utilizzavano più spazio rispetto a quello che potevano fare. Per tutti i locali fuori norma sono scattate sanzioni da 173 euro (121,10 in forma ridotta). Per mettersi in regola gli esercenti dovranno richiedere l’autorizzazione ad occupare il suolo pubblico alla Sori, mentre non c’è un problema di evasione del Cosap visto che la tariffa è stata azzerata. L’autorizzazione serve a valutare la porzione di strada occupabile per motivi di sicurezza e viene concessa anche in base alle dimensioni degli esercizi che via via la richiedono.
I CONTROLLI della polizia municipale non hanno riguardato soltanto il centro storico. L’unità commerciale, amministrativa e anticontraffazione del comando di piazza Macelli ha messo nel mirino anche un altro settore, ovvero il commercio itinerante di prodotti ittici da parte di cinesi. In questo caso le verifiche sono state effettuate in concorso con gli ispettori Asl: in via Gora del Pero sono scattate contestazioni per violazioni in materia di igiene, conservazione dei prodotti e rintracciabilità del pesce pescato, con sanzioni per 2.500 euro e relativo sequestro della merce.

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