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Data Pubblicazione: 06/12/18
Pubblicato in: Alimentare, Aziende
Scritto da: Paolo Nencioni
Pubblicato su: IL TIRRENO CRONACA PRATO

Non si sblocca la situazione degli oltre 120 dipendenti dei due stabilimenti del Panificio Toscano, senza lavoro da domenica dopo che l’Unicoop Firenze ha sospeso il contratto di fornitura per i propri supermercati.Ieri mattina gli iscritti al sindacato Si Cobas si sono presentati davanti alla sede della Uil, in viale Vittorio Veneto, per replicare alle affermazioni fatte il giorno prima dalla maggioranza dei dipendenti del Panificio, che si sono dissociati dalle forme di lotta del Si Cobas.«Ci accusano di essere una minoranza – hanno detto – ma siamo stati noi a ottenere l’assunzione dei dipendenti della coop Giano da parte del Panificio. Ora la Uil se ne prende i meriti, ma quando c’è stato il passaggio dalla cooperativa Panjob a Giano ci hanno fatto firmare dei verbali di conciliazione a causa dei quali abbiamo perso soldi e diritti». I lavoratori si riferiscono ai verbali che sancirono il passaggio tra le due cooperative con l’impegno di non chiedere arretrati a quella che subentrava. «La Uil – accusa Luca Toscano del Si Cobas – è un sindacato contiguo all’azienda, prova ne sia il fatto che lo scorso marzo l’assemblea sociale della coop Giano fu convocata nella sede del sindacato. Le accuse che ci muovono adesso sono le stesse che ci facevano quando lottavamo per far assumere i dipendenti nel Panificio, e ora la rivendicano come una loro vittoria».Il problema dei lavoratori, però, è che i forni sono spenti e non si sa quando potranno essere riaccesi. Il Panificio ha chiesto un incontro a Unicoop e tutti attendono una mossa della Prefettura, che potrebbe convocare un tavolo di trattativa, ma in questi tre giorni non lo ha fatto. Dalla Prefettura dicono che stanno valutando. Bisognerà superare l’ostilità dei sindacati confederali che non voglionoi sedersi al tavolo insieme al Si Cobas, che chiede il passaggio dal contratto artigianale a quello industriale. Un punto di mediazione potrebbe essere un avanzamento generale di livello, mantenendo il vecchio contratto.C’è anche da registrare una precisazione inviata dal Panificio Toscano in relazione all’articolo che abbiamo pubblicato ieri, nel quale riportavamo le parole di una dipendente presente all’incontro all’Art Hotel che chiedeva di restare anonima e aveva detto: «Io porto a casa mille euro al mese lavorando teoricamente 40 ore la settimana ma in realtà ne faccio di più».«Tutte le posizioni dei nostri dipendenti – scrive il Panificio Toscano – sono state controllate e tutte risultano pagate per la quantità e qualità del lavoro prestato. Al Panificio Toscano gli stipendi vengono pagati regolarmente e sono corrisposti sulla base dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle sigle sindacali già rappresentative Cgil, Cisl e Uil».Da parte nostra non possiamo che confermare il contenuto delle parole dette dalla dipendente, senza entrare nel merito della corrispondenza alla realtà dei fatti.

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