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Data Pubblicazione: 09/10/19
Pubblicato in: Fisco e Tasse
Scritto da: Marco Rogari, Gianni Trovati
Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

ROMA – La maggioranza giallorossa chiederà tre impegni al governo nelle risoluzioni sulla Nadef che saranno votate domani da Camera e Senato: il blocco completo degli aumenti Iva, insieme a una riduzione progressiva del carico fiscale sul lavoro e a una riforma dell’Irpef da realizzare nei prossimi tre anni; più soldi per gli investimenti, con un occhio di riguardo al Mezzogiorno; e infine un pacchetto famiglia, da avviare con l’azzeramento delle rette degli asili nido per i redditi medio-bassi e da proseguire con la riforma del welfare in vista dell’assegno unico per la famiglia, anche questo in un percorso da completare in tre anni ma da avviare in ogni caso già con la legge di bilancio in arrivo. Basta una rapida lettura delle bozze della risoluzione per capire che sulla Nota di aggiornamento al Def non si ripeterà la dialettica fra Governo e Parlamento che ha dominato la scena 12 mesi fa. In questo caso il testo preparato dalla maggioranza corre parallelo al programma disegnato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nelle audizioni di lunedì al Senato e di ieri mattina alla Camera. La consonanza è quasi lessicale. La maggioranza chiede al governo di rafforzare la lotta all’evasione, anche con il potenziamento del ricorso agli strumenti digitali di pagamento; e spinge per potenziare «le infrastrutture materiali, immateriali e sociali» anche attraverso la riproposizione, in forma riveduta e corretta, degli incentivi collegati al piano “Industria 4.o” e prorogando ecobonus, sismabonus e le agevolazioni per ristrutturazioni edilizie. Si tratta appunto di un programma perfettamente sovrapponibile a quello indicato dal titolare dei conti, che nella lunga audizione mattutina a Montecitorio ha illustrato anche il rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi, che avrà due miliardi nuovi nei prossimi tre anni. E ha declinato in chiave internazionale il tema della lotta all’evasione. «Il governo scriverà i decreti attuativi della Web Tax – ha spiegato Gualtieri – ma spingerà per inserirla nell’ambito della riforma della tassazione sui redditi d’impresa in corso di discussione». Le sedi di questo dibattito sono Ocse e Ue. E Roma prova a giocare un ruolo da protagonista: il governo, ha annunciato ieri Gualtieri, ha appena chiesto alla Commissione Ue una direttiva sul livello minimo di tassazione effettiva delle multinazionali, per fermare il continuo risiko fiscale che spostai profitti dove sono meno tassati. Perché il contrasto all’elusione del web condotto in un Paese solo rischia un buco nell’acqua, e una distorsione ulteriore della concorrenza. A livello europeo, aggiunge Gualtieri, «siamo molto vicini a chiudere l’accordo» sulla tassa per le transazioni finanziarie che esporta il modello già applicato in Italia. Le risoluzioni seguono la linea Gualtieri anche nel ricordare a più riprese l’ottica triennale in cui si vuole inserire il programma di governo. Il titolare dei conti colloca «nell’orizzonte della legislatura» anche la revisione organica delle tax expenditures, così come la riforma dell’Irpef (sugli strumenti, delega o meno, le valutazioni sono in corso). Nei testi, considerati quasi definitivi da M5S e Pd, si indicano anche altre priorità di cui íl Governo deve tenere conto. A cominciare dal sostegno e dal rilancio del sistema sanitario universale. La maggioranza chiede uno sforzo al Conte-2 anche sul terreno delle politiche abitative per le quasi è chiesto esplicitamente un «rafforzamento». Arriva poi il sostanziale via libera a tutti i 22 disegni di legge “collegati” indicati nella Nota di aggiornamento al Def. Con un’ulteriore richiesta: considerare «collegato» anche il disegno di legge sulla revisione del testo unico dell’ordinamento degli enti locali, per completare il lavoro già avviato nei mesi scorsi sulle regole per le crisi comunali e il riordino di competenze e fondi delle Province.

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