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Data Pubblicazione: 06/11/19
Pubblicato in: Welfare
Scritto da: Andrea Zaghi
Pubblicato su: AVVENIRE

Parlare di impresa « dal punto di vista etico espone ad un grande rischio: cadere nella retorica. E possibile conciliare il profitto con la buona impresa, attenta al sociale, alla persona e al territorio». E il messaggio che don Danilo Magni, direttore dell’Opera Torinese del Murialdo, ha lanciato ieri sera a Torino davanti ad una platea di imprenditori, di rappresentanti delle istituzioni e del sistema delle banche. Lo stesso ha poi aggiunto: «E necessario fare attenzione: non può esistere un’impresa buonista che fa bene al territorio». Magni è intervenuto nell’ambito della serata di chiusura dell’edizione 2019 del premio «Chiave a stella» che ogni anno individua e valorizza tre Pmi piemontesi capaci di coniugare radicamento nel territorio e eccellenza produttiva. L’iniziativa è promossa da Api Torino, Fondazione Magnetto con Camera di commercio, UniCredit, Unioncamere Piemonte e Confapi Piemonte con il supporto di Politecnico e Università di Torino. Il direttore dell’Opera del Murialdo è intervenuto nel suo doppio ruolo di religioso e imprenditore: anche attraverso la sua azione, infatti, negli anni l’Opera del Murialdo ha creato alcuni imprese (nell’alimentare e non solo), che sono ormai realtà consolidate nel sistema economico locale e non solo. Lo stesso ha poi precisato: «Il cosiddetto non profit deve imparare molto dalle imprese profit, e viceversa. E necessario rendersi conto che il denaro non è di per se stesso qualcosa di sporco. Tutte le cose sono sporche, dipende da come le si usa Vale anche per il denaro». Ragionando sulle relazioni fm profitto d’impresa ed etica, Magni, nel dibattito con le imprese e le istituzioni, ha poi spiegato che «il binomio profittoetica non equivale a quello diavolo-acqua santa. Anzi, è possibile dire che senza profitto (ottenuto con ragionevolezza ed equilibrio), non è possibile arrivare ad un’impresa in grado di fare del bene a chi vi lavora così come al territorio. Non può esserci welfare senza profitto».

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