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Data Pubblicazione: 04/11/19
Pubblicato in: Immigrazione, Sociale
Scritto da: Alessandro Formichella
Pubblicato su: IL TIRRENO CRONACA PRATO

Non si arresta la crescita demografica di Prato, anche se rallenta un po’. Al 30 settembre scorso i residenti nel comune sono 194.603 con un aumento di 213 persone rispetto ad un anno prima, considerando il calcolo complessivo fra flussi migratori, natalità e mortalità. Si tratta di un aumento costante negli anni, visto che alla fine del 2014, solo cinque anni fa, Prato contava 191.002 residenti, come a dire una differenza di 3.601 persone. Il traguardo dei duecentomila abitanti si fa sempre più vicino, anche se la tendenza alla crescita forte di circa mille abitanti l’anno sembra indietreggiare un po’, ma è ancora lontana dal dato negativo. Naturalmente stiamo parlando dei dati ufficiali, quelli che escono dall’anagrafe e dai dati statistici del Comune.
GLI STRANIERI
Quello che sembra inarrestabile è il boom di arrivi stranieri, e se alla fine del 2018 i cittadini non italiani (sia europei che extracomunitari) erano 40.536, oggi se ne contano 41.691, oltre mille persone in più, con una incidenza sull’intera popolazione della città del 21,4 %. Un anno fa era del 20, 8 %. Se Prato supererà nei prossimi anni quota duecentomila abitanti, sarà per i flussi dell’emigrazione straniera. In due anni il comune è cresciuto di 1.657 nuovi residenti, al 30 settembre 2017 la città, infatti, per poco non toccava ancora i 193mila abitanti. Tendenza in crescita, quindi, senza arresto. La popolazione adesso è così suddivisa; 152.912 italiani, 24.235 cinesi, 4.288 albanesi, 3.326 rumeni, 2.072 pakistani, 1.401 marocchini, 6.309 persone divise fra altre nazionalità extraeuropee e europee.
PIù MORTI CHE NATI
Ma attenzione, almeno al 31 dicembre del 2018 il rapporto fra natalità e mortalità anche a Prato ha segnato un tasso negativo, pari addirittura ad un meno 566 persone. I nati nel 2018, infatti, sono 1.396 contro i decessi che sono stati 1.962, numeri che fanno riflettere sull’andamento demografico generale. Al contrario, sia l’emigrazione interna da altri comuni sia quella da altri paesi stranieri è andata ancora col segno positivo. Dal settembre 2017 ad un mese fa, i bambini residenti a Prato nati da genitori stranieri sono stati 360, mentre quelli che hanno fra gli 0 e i 4 di età, nati a partire anche dal 2015, sono 2.980, il 7,5 % dell’intera popolazione straniera presente.
ZONE MULTIETNICHE
Stringendo l’obiettivo, i dati appena pubblicati pochi giorni fa dall’ufficio statistico del comune ci fa vedere che in una zona come quella di via Cavour e via Curtatone gli italiani residenti sono 1.095, gli stranieri di varie nazionalità (orientali e europee) sono 1.065, un equilibrio quasi realizzato a tavolino. Le aree più abitate dai cittadini con passaporti stranieri sono quelle di via Pistoiese e via Filzi, cosa nota, ma anche di via Strozzi e inizio via Bologna, Grignano, Cafaggio e il Soccorso. Il tasso di natalità delle famiglie straniere è quasi il doppio di quelle italiane; ossia 13,01 contro 7,20. Ma ci sono anche zone del territorio comunale ancora poco multietnici e a forte maggioranza italiana.Quartieri tricoloreLe zone del comune dove gli italiani restano una forte maggioranza sono Sant’Ippolito, il centro storico, Galciana, Casale, zona viale Valentini-Viale della Repubblica, La Querce- Le Macine, Mezzana, Santa Lucia e Coiano. Poi Castellina e Pietà. Su tutte, Figline e Galcetello sono a trazione locale, con 6.196 italiani e solo 414 cittadini stranieri. Il dato che balza agli occhi è la crescita demografica avvenuta in soli nove anni: nel 2010 Prato contava 187.637 abitanti, oggi ne registra ben 8.031 in più.

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