Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 30/11/19
Pubblicato in: Criminalità, Rifiuti
Scritto da:
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

PRATO Un traffico illecito di rifiuti tessili si muoveva sull’asse Prato-Mantova ed è venuto alla luce grazie alle indagini condotte dai carabinieri del Noe, impegnati nell’operazione Hope contro la ’ndrangheta. Un’operazione che ha portato ieri mattina nel mantovano all’arresto di nove persone coinvolte in un pestaggio ordinato da una donna di Mantova ai danni del nipote. E’ stato, questo episodio, il primo tassello dell’indagine che ha permesso ai militari dell’Arma di scoprire un traffico irregolare di rifiuti tra la città del tessile e quella lombarda. In carcere e agli arresti domiciliari sono finiti rispettivamente Alessandro Gnaccarini, 53 anni di Viadana (Mantova) e Gianluca Vendrasco, 40 di Treviso. Il business dello smaltimento illecito è venuto alla luce durante i controlli che i militari hanno eseguito in due capannoni nella disponibilità delle due persone arrestate, a Casaloldo e a Roverbella, in provincia di Mantova. All’interno dei due edifici industriali i carabinieri del Noe hanno hanno trovato stoccati rifiuti tessili per 1.200 tonnellate, tutti provenienti dai laboratori tessili di Prato. Non solo: durante i controlli sono state individuate altre mille tonnellate di rifiuti in un altro capannone nella zona di Soiano, nel bresciano. A mettere i carabinieri sulle tracce del traffico illecito di rifiuti, secondo quanto riporta l’Ansa, sono state le intercettazioni telefoniche condotte nei confronti di Antonio Loprete, legato alla cosa calabrese dei Bellocco, mentre con Marta Magri, un’assicuratrice abitante a San Giorgio di Tripoli con marito e figlio, più volte coinvolta in truffe varie, stava mettendo a punto l’aggressione al nipote. In una telefonata Loprete aveva garantito al sodalizio criminale calabrese di avere un luogo dove stoccare dei rifiuti

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email