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Data Pubblicazione: 10/09/19
Pubblicato in: Tessile
Scritto da: Sara Bessi
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

«MI AUGURO che sia trovata al più presto una soluzione per riaprire il Buzzilab: siamo preoccupati degli effetti che una sospensione prolungata possa sortire sul Buzzi, unica scuola che fornisce figure adeguate alle esigenze del distretto. E dire che la nostra area ha fame di figure professionali formate. Non va bene che sia denigrata un’eccellenza: il laboratorio è strettamente connesso alla scuola e per il distretto scuola e laboratorio sono indispensabili». Ad alzare la voce a sostegno del Buzzilab è Giovanni Santi, titolare di Beste, con il pallino della formazione fin da i tempi della sua presidenza di Pratofutura. «Il laboratorio e la scuola sono una eccellenza riconosciuta dai nostri clienti, che si fidano di questa istituzione e dei pareri rilasciati sia quando si parla di analisi dei prodotti che di consulenza», prosegue Santi. «Non entro nel merito dell’indagine e delle eventuali irregolarità, ma dico che chi ha preso la decisione della chiusura ha avuto poca lungimiranza e non ha compreso lo stretto legame esistente fra scuola, laboratorio e distretto. Si potevano risolvere i problemi in altro modo, avvisando in anticipo e dando il tempo di provvedere a gestire una fase di passaggio. Adesso tutti si stanno muovendo, il sindaco, la regione, ma non l’associazione industriale, per far ripartire velocemente il laboratorio. Non si possono attendere mesi. Chiedo tutto questo a gran voce non perché io sia un protettore di Bartolini (il direttore di Buzzilab, ndr) ma perché stiamo parlando di una realtà determinante per l’andamento del distretto. La soluzione deve essere trovata nell’arco di poche ore, magari anche una risposta di passaggio con la creazione di una nuova società che prenda in affitto i locali in cui si trova il laboratorio. Se non ci riescono le istituzioni, lo facciano gli imprenditori». Allarme condiviso anche dall’associazione Astri e dal suo presidente Fabrizio Tesi, che ha inviato una lettera al dirigente del Buzzi, Alessandro Marinelli, per esprimere perplessità sulla scelta della chiusura specie in un periodo cruciale per il settore tessile. «Il nostro modello produttivo sta attraversando un momentopositivo, anche se non mancano le difficoltà, come la presenza di sostanze chimiche che residuano da lavorazioni precedenti. Tema che stiamo cercando di affrontare col Buzzilab». La chiusura? «Una decisione che mette in crisi il lavoro nel distretto». «SIAMO disponibili a trovare soluzioni, anche perché la quantità delle analisi eseguite in quel laboratorio non riesce ad essere assorbita da altri lavoratori presenti in città», aggiunge Tesi. Fra l’altro le attività del Buzzilab sono strategiche anche per altri settori, ad esempio i vigili del fuoco (vedi la collaborazione per il rogo della Teresa Moda), ma anche la Regione, l’Agenzia delle dogane, i gruppi della Finanza. Fra i progetti in corso, il protocollo siglato fra Astri, Confindustria Toscana nord e Buzzi su un dossier da spedire a Bruxelles relativamente alle restrizioni nel tessile per le sostanze chimiche che entrerà in vigore nel febbraio 2021.

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