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Data Pubblicazione: 11/07/19
Pubblicato in: Politica
Scritto da: Elena G. Polidori
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

UN ACCORDO ingegnoso, un maxi affare petrolifero che aveva un solo obiettivo: far arrivare in Italia milioni di rubli per finanziare la campagna elettorale della Lega per le Europee. Lo racconta il sito americano BuzzFeed, che ha pubblicato anche un audio di un incontro avvenuto all’hotel Metropole di Mosca il 18 ottobre del 2018. Un summit tra sei uomini: tre russi e tre italiani, compreso Gianluca Savoini, responsabile della Lega per i rapporti con Mosca, ex portavoce di Salvini, poi sere fa alla cena a Villa Madama in onore di Putin. Il vicepremier del Carroccio ha annunciato querela contro il sito («non ho mai preso un rublo»), ma la rivelazione scuote il governo con il Pd che va all’attacco. I 5 stelle, invece, si sono limitati, con Di Maio, a pungere prendendo le distanze: «Orgogliosi del Movimento, mai avuto finanziatori occulti».
LA LEGA invece sì? La questione è in divenire. La vicenda, a quanto si apprende dal sito Usa, risalirebbe a ottobre scorso. Un incontro tra uomini di Putin e uomini vicini a Salvini, tra cui il braccio destro del vicepremier, appunto Savoini, che l’audio immortala intento a negoziare i termini di un accordo che attraverso un canale segreto avrebbe fatto arrivare decine di milioni di dollari derivanti dal petrolio russo alla Lega. BuzzFeed non è stato in grado di identificare i russi alla riunione del Metropole, ma secondo il sito «il nastro contiene chiari indizi che le figure di alto livello del partito di Putin erano a conoscenza dei negoziati». Nell’audio si sente Savoini dire in inglese: «Il prossimo maggio ci saranno le elezioni in Europa. Noi vogliamo cambiare l’Europa. E una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità. Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa. Insieme ai nostri alleati in Europa». Nella registrazione, spiega ancora BuzzFeed, Salvini viene descritto dai russi come «il Trump europeo».
LA TRATTATIVA avrebbe coinvolto un’importante compagnia petrolifera russa che avrebbe dovuto vendere almeno 3 milioni di tonnellate di carburante, nel corso di un anno, all’Eni per un valore di circa 1,5 miliardi di dollari. L’acquisto e la vendita sarebbero dovuti avvenire attraverso intermediari, con i venditori che avrebbero dovuto applicare una tariffa scontata a queste transazioni. Uno sconto di 65 milioni di dollari. E questo denaro sarebbe dovuto segretamente arrivare al partito italiano tramite gli intermediari. Non è chiaro, ammette il sito web, se «l’accordo negoziato all’hotel Metropol sia mai stato portato a termine, o se la Lega abbia ricevuto finanziamenti». Dopo la Lega, anche Eni «ribadisce con fermezza di non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici e l’operazione di fornitura descritta non è mai avvenuta». La questione politica, tuttavia, sembra appena cominciata. E il Pd ha chiesto a Salvini di riferire in Aula alla Camera.

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