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Data Pubblicazione: 12/07/19
Pubblicato in: Sociale, Vita in Città
Scritto da: Silvia Bini
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

UNA GRANDE associazione che racchiude in sé la gran parte degli enti no profit della città. L’obiettivo è quello di arrivare entro il 2021 a creare una fondazione, un ente filantropico che si occupi della città e dei suoi bisogni. Sono già 50 gli enti del terzo settore che ieri pomeriggio a Palazzo Datini alla presenza del notaio Giuseppe La Gamba si sono ritrovati per firmare lo statuto che darà vita a questo innovativo progetto di solidarietà. Lo scopo della fondazione sarà quello di recuperare risorse economiche da riversare sulla città.
IL PROGETTO è partito oltre un anno fa e ieri pomeriggio è arrivato il primo atto concreto, la firma per la costituzione dell’associazione ‘Scegliamo Prato’, cioè l’associazione che nasce per accompagnare il terzo settore pratese alla costituzione della prima Fondazione di Comunità di Prato. «C’è bisogno di solidarietà e soprattutto di un ente che riesca a canalizzare le risorse e la generosità dei pratesi nella città», spiega il presidente Maurizio Catalano affiancato dalla vice Cristina Tocconi. «Ci sono tanti bisogni, tanti progetti da portare avanti che potranno diventare realtà – continua Catalano – Basta pensare che il 5 per mille dei pratesi vale 5milioni di euro. Di questi soldi appena il 20% viene utilizzato per progetti che riguardano Prato. Oppure se ogni famiglia pratese versasse un euro al mese, ogni anno avremmo 1,2 milioni di euro per la città. Il nostro impegno sarà quelle di cercare risorse e creare progetti di aiuto e solidarietà per la nostra città perché la generosità dei pratesi diventi qualcosa di concreto e tangibile». Fanno parte del consiglio: Elena Sanesi (tesoriere), Brunetto Piochi, Cinzia Menichetti, Marco Tofani, Nicoletta Ulivi, Cristiano Ciani, Eleonor Lenzi, Piero Sambrotta e Laura Donati. Ancora è presto per parlare di progetti: tra i 50 enti che sono entrati a far parte della maxi associazione ci sono le cooperative Alice, Alambicchi, Animal Hose, Coop 22, ma anche la scuola di cinema Anna Magnani, la Kepos, la Publica Assistenza, lo Special Team e perfino la Cap, solo per fare degli esempi.
«OGNI centesimo che sarà raccolto verrà rendicontato, per questo e perché tutto sia trasparente abbiamo con noi Luca Bagnoli, professore di Economia dell’Università di Firenze che sarà il nostro revisore dei conti», chiude Catalano. Le idee ci sono, la prima firma sullo statuto anche. Parte insieme l’avventura di 50 enti del terzo settore nel segno della solidarietà.

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