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Data Pubblicazione: 22/05/19
Pubblicato in: Illegalità
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Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

LA POLIZIA provinciale ha fatto il giro di tutta la provincia pratese per portare a termine una missione ben precisa: mettere sotto sequestro i cassonetti per la raccolta degli indumenti usati. L’operazione è scattata alle 7,30 di ieri mattina con gli agenti della polizia provinciale, coordinati dal comandante Michele Pellegrini, che insieme ai colleghi della Municipale della Val di Bisenzio, hanno apposto i sigilli – fettucce bianche e rosse – a una ottantina di contenitori di Alia destinati a recuperare gli abiti usati, il cui ricavato è destinato poi alle attività della Caritas. La disposizione per compiere tale sequestro, come anticipa Notizie di Prato, è giunta alla polizia provinciale da parte della procura di Prato. Il sostituto procuratore Massimo Petrocchi, al quale è affidata l’indagine, ha ipotizzato il reato di gestione illecita di rifiuti. Un sequestro a carattere preventivo, ma che non è passato inosservato a molti cittadini, abituati a conferire gli abiti vecchi e dismessi in questi contenitori collocati appositamente in varie zone della città. Una buona pratica soprattutto per la finalità di destinare fondi che vadano a finanziare le molteplici attività della Caritas. Fino al 2018 è stata in essere una convenzione fra Caritas, Alia ed Euro Recuperi: un accordo secondo il quale veniva devoluta alla Caritas una percentuale dalla commercializzazione degli abiti recuperati. Nel 2019, tale convenzione non è stata ancora rinnovata e quindi l’ente non sta percependo somme derivanti dalla vendita degli abiti. Oggi la polizia provinciale avrà maggiori indicazioni sullo sviluppo della indagine appena partita e che a quanto pare intende fare chiarezza in particolare sulla gestione degli indumenti usati e dare una risposta al quesito se debbano o meno essere considerati rifiuti urbani e, quindi, trattati come tali anche nel conferimento, nel trasporto e nello smaltimento finale.

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