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Data Pubblicazione: 24/05/19
Pubblicato in: Illegalità, Politica
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Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

LA PROCURA ha aperto un’inchiesta per diffamazione a mezzo stampa, a carico di ignoti, dopo la denuncia della candidata della lista civica di Biffoni, Teresa Lin, per la comparsa di un sito fasullo col suo nome. Un sito, ora oscurato, nel quale figuravano messaggi come «proteggiamo il modo in cui facciamo affari» oppure «proteggiamo l’economia insieme a Biffoni, saremo in grado di fermare l’ispezione a sorpresa della nostra azienda, multe irragionevoli». Frasi tese a screditare la candidata e il sindaco uscente con riferimenti ad un presunto atteggiamento morbido nei confronti delle aziende cinesi.
SUL SITO teresalin.it, tutto in cinese, sta ora indagando la polizia postale che avrà il compito di risalire a chi ha voluto sferrare l’attacco a colpi di fake. Con certezza si sa che il dominio e il sito sono stati registrati in Italia da una società estone. Questa società sarebbe riconducibile ad un giovane pratese che lavora nel settore informatico, socio di minoranza di un’altra azienda del settore a capitale prevalentemente cinese e amministrata da un orientale. Società, quest’ultima, che potrebbe essere estranea al caso. Nella sede non risponde nessuno e attualmente il sito internet risulta in manutenzione. Una volta appurato con certezza se chi ha registrato la società estone è il responsabile dell’attacco, gli inquirenti potranno anche verificare i suoi legami in città, compresi quelli, eventuali, col mondo politico.
UN MONDO che è stato messo in fibrillazione dalla comparsa del sito fasullo a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, fissata per oggi. Ci sono stati dietrofront più o meno marcati dopo le prime accuse contro la candidata Lin e l’amministrazione (da parte di Garnier e Milone) oppure prese di distanza dal caso (Spada), oltre naturalmente alla denuncia da parte di Teresa Lin che l’altra mattina si è recata in questura dopo aver scoperto del sito fake.
DA LI’, attraverso squadra mobile e digos, il caso è arrivato in procura. Adesso sarà la polizia postale a ricostruire tutto il puzzle per cercare di arrivare ai responsabili. Si partirà dall’Italia per arrivare in Estonia e poi tornare a Prato, seguendo le tracce che sono state lasciate sul web. Tracce che in qualche caso si sono già rivelate fasulle: il giovane indicato sul sito come responsabile della privacy, anche lui un pratese, è risultato ad esempio del tutto estraneo alla vicenda.

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