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Data Pubblicazione: 12/07/19
Pubblicato in: Illegalità, Sindacati
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Pubblicato su: IL TIRRENO CRONACA PRATO

È durata un battito di ciglia la sospensione dell’attività della tintoria Superlativa di via Inghirami, annunciata mercoledì pomeriggio a causa della presenza di lavoratori irregolari (senza contratto o clandestini) dopo un controllo della Squadra interforze e in seguito alle proteste del sindacato Si Cobas che da giorni ha mobilitato i suoi iscritti ed è stato protagonista di un duro scontro con la polizia. Già nella serata di mercoledì i macchinari erano di nuovo in funzione, come hanno constatato gli operai in sciopero. Il Tirreno ne ha chiesto conto alla proprietà, che però ieri non ha risposto. Si può solo concludere che siano state pagate le sanzioni previste dalla normativa di settore: tre mesi di contributi per ogni lavoratore senza permesso di soggiorno; assunzione part time a tempo indeterminato o full time a tempo determinato per chi era senza contratto. «Nonostante la sospensione l’azienda risulta in normale attività già dalla giornata di ieri – commenta il Si Cobas in una nota – Come è possibile questo? Il punto resta questo: di fronte ad un sistema di sfruttamento così consolidato, la sindacalizzazione dei lavoratori resta l’unica vera cura a questo cancro. Si aspetta da giorni la convocazione in Prefettura dell’azienda per un tavolo di incontro dove avanzeremo la richiesta di regolarizzazione dei contratti di tutti i lavoratori, riconoscimento delle 40 ore settimanali (contro le 84 attuali), riposi settimanali, ferie e malattie. Lo sciopero, intanto, va avanti».«È stato invece convocato per mercoledì 17 il tavolo di incontro in Prefettura da noi richiesto per la vertenza Panificio Toscano – aggiunge il Si Cobas – Abbiamo richiesto la partecipazione anche di Cgil e Uil: è per l’applicazione del contratto nazionale firmato proprio dai sindacati confederali che i lavoratori stanno scioperando. Ci è voluto l’intervento della Prefettura per invitare l’azienda a incontrare le rappresentanze dei lavoratori iscritti al Si Cobas: da sei mesi tutte le nostre richieste sono state respinte, fino ad arrivare allo sciopero di questi giorni».L’assemblea dei lavoratori ha deciso di continuare ad oltranza lo sciopero ed il presidio permanente h24 davanti alla fabbrica. «Questa volta – promette il Si Cobas – lo stato di agitazione si concluderà solo con l’applicazione corretta del contratto nazionale». –

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