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Data Pubblicazione: 02/12/19
Pubblicato in: Turismo
Scritto da: Stefano Vetusti
Pubblicato su: LA NAZIONE

FIRENZE La nuova tassa di soggiorno in arrivo scatena la protesta degli albergatori. Federalberghi si oppone alla possibilità concessa ad alcuni comuni capoluogo di aumentare la tassa fino a un massimo di 10 euro per notte a turista. Oggi il limite massimo, fatta eccezione per Roma e Venezia che possono derogarvi, è di 5 euro. «Si tratta di una mazzata sulle imprese del settore, il turismo non è una mucca da mungere» ha detto il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca. L’aumento della tassa di soggiorno è contenuto in un emendamento al decreto legge fiscale approvato in commissione, che ora dovrà passare in aula, presentato dalla deputata del Pd Martina Nardi, di Massa Carrara. Prevede che possono aumentare la tassa fino a 10 euro a notte quei comuni capoluogo di provincia che contano un numero di turisti superiore di 20 volte al numero dei residenti. Nella sua stesura iniziale, poi modificata, l’aumento sarebbe scattato con un moltiplicatore di 10 e non di 20 volte e in questo caso, in Toscana, la novità avrebbe riguardato Firenze, Pisa, Siena, Massa Carrara e Grosseto. Ora invece la rosa si è ristretta a Firenze e Pisa, mentre Siena ne resta esclusa per un soffio: basteranno 21mila turisti in più e anche nella città del Palio il sindaco potrà far scattare l’aumento d’imposta. La tassa di soggiorno è operativa dal 2011. Cresce in misura proporzionale in base al numero di stelle per gli alberghi, di solito in misura fissa per le altre strutture ricettive. In Toscana viene applicata dalla quasi totalità dei comuni turistici. Fa eccezione, come curiosità in Versilia, Camaiore che non la applica mentre nella Forte dei Marmi del turismo vip finora non c’era ma verrà introdotta dal 2020. E’ nata per consentire ai comuni invasi dai turisti di avere più risorse per i maggiori servizi (trasporti, pulizia, culturali) che sono chiamati a offrire. Per questo il gettito che se ne ricava andrebbe reinvestito per intero nel turismo anche se poi non accade sempre così. «L’aumento non è un obbligo. Abbiamo pensato a quei capoluoghi di provincia, con pochi abitanti rispetto al numero di turisti, costretti a far fronte a innumerevoli difficoltà» ha detto la deputata Nardi per spiegare lo spirito della sua proposta. I comuni interessati verranno individuati di anno in anno in base alle presenze turistiche dell’anno precedente. L’aumento è una possibilità, non un obbligo, ma c’è ovviamente chi lo accoglie già a braccia aperte. Come Firenze. «Sosteniamo con forza l’iniziativa del Mibact. La facoltà di aumentare il limite massimo dell’imposta di soggiorno è una misura equa per evitare che il peso del turismo ricada solo sui fiorentini. Non comprendiamo affatto le critiche di Federturismo» dice il sindaco Nardella. Ma aumentare la tassa di soggiorno sui turisti ridurrà il peso del turismo sui fiorentini? Non crediamo proprio, semmai servirà al Comune solo per fare cassa, replicano gli albergatori. E per quale motivo i «costi» del turismo li devono subire solo le strutture ricettive? Non sarebbe più equa allora – aggiungono – una addizionale d’imposta su tutte le attività interessate dal turismo, da trasferire alla città?

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