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Data Pubblicazione: 18/09/19
Pubblicato in: Servizi, Sociale
Scritto da: Lisa Ciardi
Pubblicato su: LA NAZIONE

PERCORSI più semplici per gli enti pubblici che vogliono dare i propri spazi in comodato gratuito alle associazioni del terzo settore. E ancora, la possibilità di organizzare iniziative no profit «co-progettate», escluse cioè dai meccanismi degli appalti. Sono alcune delle novità della proposta di legge regionale sul terzo settore, denominata «Norme di sostegno e promozione degli enti del terzo settore toscano», approvata dalla giunta toscana e presentata ieri dal presidente della Regione Enrico Rossi e dall’assessore alla salute, Stefania Saccardi, alla presenza delle associazioni e di Anci Toscana. Tantissimi i soggetti potenzialmente interessati.
LA LEGGE riguarda infatti il terzo settore formalizzato: oltre 6.500 enti, tra associazioni di volontariato, promozione sociale e cooperazione sociale (su un totale di 26mila soggetti appartenenti al mondo del no profit). Realtà diverse fra loro, che operano nell’ambito delle responsabilità pubbliche di natura sussidiaria, sociale, sanitaria, civile, ambientale ed economica. La proposta di legge è stata portata avanti grazie alla collaborazione tra i soggetti più rappresentativi del terzo settore, a partire dal Forum, i tecnici della Regione, l’Anci, il Cesvot e vari esperti del mondo universitario (in particolare della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa).
«QUELLA appena approvata – ha detto il presidente Enrico Rossi – è la prima legge regionale che riconosce al volontariato il diritto di partecipare alla progettazione e alla programmazione. Le istituzioni soffrono di una crisi di rappresentanza. Noi invece intendiamo riconoscere l’apporto che il volontariato dà alla società toscana, che non sarebbe la stessa se non avesse migliaia di volontari. La Consulta che faremo diventerà un momento di confronto e un punto di riferimento per le proposte che il terzo settore vorrà fare alla giunta».
«È UN IMPEGNO che ci eravamo presi a febbraio, alla Conferenza regionale del terzo settore, e lo abbiamo mantenuto – ha proseguito l’assessore Saccardi -. Questa norma è importante anche perché è la cornice normativa alla quale le amministrazioni locali possono fare riferimento. Fino ad oggi, per esempio, dare in comodato gratuito una stanza a un’associazione esponeva al rischio di essere accusati di danno erariale. La nuova legge definisce questo aspetto. Ugualmente, la norma chiarisce come e quando enti pubblici e associazioni possono co-progettare delle attività no profit, uscendo, in questi casi, dalla logica delle gare d’appalto».

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