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Con Hera nasce la big italiana dei rifiuti industriali

L’emergenza rifiuti è all’ordine del im giorno nell’estate italiana, con roghi sempre più gravi negli impianti di trattamento, sommersi dal pattume per carenza di strutture di smaltimento. A questa deriva si oppone Herambiente, attiva nel recupero di materiali e smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi, speciali e pericolosi, con il suo impegno nell’ampliamento di capacità del parco impianti, che già conta una novantina di strutture in tutta Italia, per trattare oltre 6 milioni di tonnellate all’anno di rifiuti.

Oltre la flat tax. Per avere aliquote piu basse bisogna (prima) semplificare

L’Italia è forse l’unico Paese al mondo per il quale sia stata scritta una storia dell’evasione fiscale (Stefano Manestra, Banca d’Italia, «Questioni di economia e finanza», n. 81), una storia dalla quale si può però trarre anche una morale più generale, valida per le riforme tributarie.

Sfide aperte. Aumentare i salari, tagliando le tasse

Tasse e contributi fanno più che raddoppiare il costo del lavoro per l’impresa. E sono lo «schiacciasassi» di salari e stipendi netti. Alla fine, quando si va in profondità nello scandaglio dei problemi reali dell’economia italiana, e ci si occupa del lavoro, di come crearlo, sostenerlo e premiarlo nelle aziende che producono, si arriva inevitabilmente a uno scoglio. Anzi, a un cuneo.

Pagamenti, il pubblico accelera

C/ è un dato confortante che emerge dalla ventunesima edizione del Report sui pagamenti in Europa, realizzato anche quest’anno da Intrum, il gruppo nordeuropeo noto in Italia per aver rilevato, nel dicembre scorso, una parte importante degli attivi non performanti di Intesa Sanpaolo. Il dato è legato ai tempi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione: nel 2017 il dato medio si attestava sui 104 giorni, circa tre mesi e mezzo. Un’enormità. Nel corso del 2018 il tempo di pagamento è di molto diminuito, posizionandosi mediamente a 67 giorni, due mesi e una settimana. «Ci sono due fattori che vanno considerati entrando nel merito di quello che, comunque, è un segnale positivo per le imprese italiane che sono in affari con la pubblica amministrazione — dice Stefano Marchetti, direttore delle operations nella sede italiana di Intrum -. Persiste infatti un ritardo marcato nel settore dei lavori pubblici, nella cantieristica e nei subappalti, che questa ricerca non ha intercettato. Mentre la sanità, che è un grande capitolo di spesa pubblica, ha saputo individuare nella cessione dei crediti una via per migliorare il rapporto con i propri fornitori». Sintesi Il report di Intrum è una colossale e recente analisi sulla salute del sistema economico continentale. L’indagine è stata condotta contemporaneamente in 29 Paesi europei tra il 31 gennaio e il 5 aprile 2019, per cui il termometro è particolarmente indicativo dello stato recente dell’economia, visto anche che sono stati raccolti i dati di n.856 aziende in tutta Europa, di cui 56o in Italia. Il ritardo nei pagamenti ha effetti pesantissimi sulla vita delle aziende. Gli intervistati da Intrum evidenziano come ci siano riflessi significativi in termini di perdita di reddito, contrazione della liquidità, ostacolo alla crescita dell’azienda e persino mancata assunzione di nuovo personale. La sintesi di questa vasta mole di dati è adisposizione perla parte italiana sul sito www. intrum.it, da cui si evince che anche se la pubblica amministrazione paga prima, le aziende italiane non ritengono di aver risolto i loro problemi. Il pessimismo, ed è questo il dato negativo, coinvolge un numero sempre più ampio di operatori. In Europa solo la Grecia ha evidenziato un tendenza al veder nero superiore a quella registrata in Italia. E questo è un fattore in grado di condizionare pesantemente l’andamento economico. Riforme Una svolta potrebbe arrivare dalla riforma del codice fallimentare, approvata nell’aprile di quest’anno, che entrerà in vigore 1115 agosto 2020. «L’idea generale di questa riforma — spiega Marchetti — è la prevenzione. Il codice della crisi stabilisce che la prevenzione debba essere realizzata al di fuori dei tribunali, in una più moderna accezione del diritto fallimentare che trae spunto dalle logiche che regolano i contenuti del Chapter n americano. In Italia, negli ultimi vent’anni, sono finite mediamente in procedura, tra concordati e fallimenti, circa u mila aziende all’anno. Con l’entrata in vigore del nuovo codice saranno ventimila aziende ogni anno a finire sotto osservazione. Sarà richiesto un cambio di mentalità importante, ma gli effetti saranno migliorativi per le aziende, perché se si interviene in tempo, la possibilità di evitare crisi maggiori aumenta». La riforma dovrebbe incidere anche sui tempi medi di recupero. 11 numero delle aste immobiliari che vanno deserte è ancora molto elevato, circa 1’85 per cento del totale e poco conta che il picco si sia toccato nel 2015 con 1193 per cento. Una maggiore efficienza e minori tempi rappresentano l’obiettivo da raggiungere. Attualmente, Intrum gestisce circa 43 miliardi di euro di Non performing loans. Una cifra che, nel 2006, rappresentava il totale delle sofferenze italiane.