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Data Pubblicazione: 09/02/19
Pubblicato in: Aziende, Tessile
Scritto da: Matteo Alfieri
Pubblicato su: LA NAZIONE

GROSSETO – PRIMA era Mabro: azienda tessile modello, oltre 600 dipendenti negli anni ’90, fino al fallimento drammatico di due anni fa. Ma in fondo al tunnel – per chi rimase fino alla fine – c’è una luce. Che si chiama Vega srl, la nuova realtà imprenditoriale grossetana che come una stella (Vega, appunto) potrebbe far rinascere quel marchio di alta sartoria famoso in Italia e nel mondo. E per farlo, la nuova dirigenza, è andata a prendere le sapienti mani delle sarte proprio della Mabro. Le ‘Vestaglie Azzurre’ saranno dunque ancora una volta in prima linea: 15 quelle già assunte dalla Vega (a regime dovrebbero essere riassorbite almeno 50) che ha ideato il marchio ‘Toscano, alta sartoria italiana’ grazie ad un investimento iniziale (finanziato dall’imprenditore grossetano Riccardo Berti) di due milioni di euro. La nuova realtà sarà già operativa i primi giorni di marzo. All’inizio in un capannone provvisorio a Grosseto, poi, tra meno di un anno, le maestranze saranno trasferite nel nuovo capannone di 4mila metri nella zona artigianale di Grosseto, quello dove un tempo sorgeva l’Eurovinil. Altra storica azienda grossetana che ha ridotto drasticamente il fatturato e i dipendenti. L’annuncio della rinascita del manifatturiero in Maremma è stato dato ieri mattina da Antonio Capone, direttore di Confindustria Toscana Sud, da Giovanni Caso, presidente del consiglio di amministrazione di Vega srl, da Luciano Bianchi, ad della società ed Enrico Straito, nuovo responsabile della produzione. Progetto che ha previsto anche il supporto esterno di Maurizio Fatarella, professionista grossetano, con esperienze manageriali in primarie realtà finanziarie italiane. Il prodotto? Alta sartoria (come dice il marchio), interamente Made in Italy, dai tessuti (che arriveranno da Biella) alla produzione finale, rifinita proprio dalle sarte che sono nate sotto l’attenta guida dello storico imprenditore Manlio Brozzi. La collezione sarà destinata inizialmente allo show room aziendale. Poi il prodotto venga lanciato nel mercato mondiale grazie alle più moderne tecnologie di marketing e anche di lavorazione. «Siamo all’inizio di una nuova era del manifatturiero in Maremma – ha iniziato il direttore di Confindustria Antonio Capone – Tutti si ricordano la Mabro. La Vega vuole ripercorrere quella strada». «L’idea è ambiziosa – prosegue Giovanni Caso – e tutto ruoterà intorno a Grosseto: soprattutto la produzione». «Grazie a Confindustria – ha detto Luciano Bianchi – che ha creduto in questa azienda con la A maiuscola. Il nostro obiettivo era non disperdere il capitale umano della Mabro. Quelle maestranze dovevano tornare a lavorare e noi gli daremo la possibilità di tornare a produrre abiti di alta sartoria».

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