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Data Pubblicazione: 06/12/18
Pubblicato in: Economia
Scritto da: Monica Pieraccini
Pubblicato su: LA NAZIONE

FIRENZE – FRENA L’EXPORT, si riducono i consumi e sul mercato del lavoro regna ancora il precariato. Questo il quadro che emerge dal quarto focus sull’economia della regione Ires-Cgil Toscana presentato ieri a Firenze nella sede del sindacato. Un’economia toscana che rallenta, con una previsione di chiusura dell’anno rivista al ribasso: non più al +1,3 per cento, ma al +0,8 per cento. A mettere il freno alla crescita è soprattutto il contesto internazionale.
LE RECIPROCHE misure protezionistiche tra Stati Uniti e Cina, due mercati di riferimento per le esportazioni toscane, incidono sull’economia del territorio. Anche se l’export cresce del 2,3 per cento nel terzo trimestre, risulta in flessione rispetto allo stesso periodo 2017. Non aiuta la domanda interna, con i toscani che tornano a risparmiare. I depositi bancari delle famiglie, dice il rapporto Ires-Cgil, sono aumentati di 7,3 miliardi da agosto 2014. Dati positivi arrivano invece dalla cassa integrazione, che scende in tutte le province toscane tranne Siena (i cassintegrati sono oggi circa 8mila, contro i 30mila che si registravano negli anni più bui della crisi), e dagli investimenti delle imprese private, che crescono del 4 per cento, favoriti dagli incentivi fiscali. Nella regione ci sono anche 26mila occupati in più rispetto allo stesso periodo 2017, ma il mercato del lavoro è ancora invece molto precario. Le assunzioni a tempo indeterminato sono pari al 15 per cento sul totale degli avviamenti nel primo semestre 2018, contro il 40,5 per cento dei contratti a termine e il 17,6 per cento dei contratti in somministrazione. «Il quadro ci preoccupa», commenta la segretaria generale della Cgil Toscana, Dalida Angelini. «BISOGNA intervenire perché non dobbiamo rischiare una recessione nell’anno che verrà. La manovra del Governo non risponde alla esigenze di attivare politiche anticicliche che determinino la fiducia delle persone e delle imprese. Alla Regione abbiamo chiesto un patto di fine legislatura per approntare interventi su alcune priorità: economia, sanità, sociale, lavoro, infrastrutture».

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