Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 05/12/18
Pubblicato in: Giustizia
Scritto da: Alessandro Farruggia
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

ROMA – TRA il procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro, e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è scontro al calor bianco. Col primo che accusa il ministro di una improvvida fuga di notizie via tweet, e il secondo che ribatte invitandolo a «pensare prima di parlare» e gli augura «un futuro da pensionato». Tutto accade a causa di un comunicato del Viminale delle 7.43 seguito da un tweet del ministro, delle 8.58, nel quali Salvini ringrazia le forze dell’ordine per vari arresti, compresi «15 mafiosi nigeriani arrestati a Torino dalla polizia». Apriti cielo.
IL PROCURATORE di Torino, Armando Spataro, in una nota stigmatizza quanto accaduto, accusando lo stesso Salvini di aver rischiato di mandare a monte l’operazione: «Al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa. Ci si augura che, per il futuro, il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie». Durissima la controreplica del vice premier leghista. «Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell’Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca – risponde Salvini –. Se il procuratore di Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato». Da notare che Spataro andrà in pensione il 17 dicembre, dopo 43 anni in magistratura. «Se il capo della polizia mi scrive alle 7.22 informandomi di operazioni contro mafia e criminalità, come fa regolarmente – aggiunge Salvini – un minuto dopo mi sento libero di fare i complimente alle forze dell’ordine. La Ps mi confermato che l’operazione era finita, ho il messaggio. Io rispetto i pm, ma gli attacchi gratuiti poltici lasciamoli fare ad altri. Spataro sbaglia i tempi e i modi. Forse si è alzato male e aveva voglia di litigare…».
IN DIFESA di Spataro scende in campo il vicepresidente del Csm, David Ermini che fa sapere di aver telefonato al procuratore della di Torino per esprimergli «apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo. Un impegno da grande e leale servitore dello Stato che non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti». Con Spataro anche il procuratore generale di Torino, Francesco Enrico Saluzzo, che giudica le parole di Salvini «inaccettabili e sgradevoli per tono e contenuto» mentre i consiglieri togati di Area, Giuseppe Cascini, Ciccio Zaccaro, Alessandra Dal Moro e Mario Suriano chiedono al Csm di aprire una pratica a tutela del capo della procura di Torino. Duro anche il Pd, dove c’è chi chiede le dimissioni del ministro. In serata arriva anche la dichiarazione del Guardasigilli, Bonafede (M5s). «C’è stato un corto circuito comunicativo e mi interessa sapere chi è il responsabile. Questo è ciò che deve essere chiarito. Se rientra nella mia competenza si faranno indagini, ma Salvini ha tutti gli elementi per chiarirlo. Le indagini devono essere portate nel rispetto delle regole e non ho dubbi che Spataro e Salvini volessero comunicare le proprie azioni nel rispetto delle regole di sicurezza».

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email