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Data Pubblicazione: 09/02/19
Pubblicato in: Infrastrutture
Scritto da: Alessandro Farruggia
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

LA DEADLINE è fine maggio, prima delle Europee. Se entro allora il governo italiano si sarà ritirato o anche semplicemente non avrà deciso il via alle gare per la prosecuzione della costruzione della Tav Torino-Lione questo porterà alla riassegnazione ad altri Paesi degli 813,8 milioni di euro già concessi e in parte spesi – e che quindi dovranno essere restituiti, si parla di 500 milioni per l’Italia – e alla perdita dei finanziamenti futuri, che nella sua proposta per il bilancio pluriennale 2021-2027 la Commissione aveva proposto di aumentare dal 40% al 50% del tratto transfrontaliero (come dire 4,4 milioni sugli 8,9 totali). A dirlo sono fonti Ue, che avvertono: «Nelle prossime settimana l’Italia dovrà dirci cosa vuol fare». La Francia spinge con decisione. «La Tav permetterà all’Italia del Nord, terra elettorale di Salvini, di stare meglio, di avere migliori scambi commerciali e di guadagnare in competitività» ha detto a radio Europe 1, Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese. Che ha aggiunto: «C’è bisogno di maggiore potere d’acquisto, posti di lavoro, crescita e non frasette polemiche che in Italia causano recessione economica». Ma sulla volontà della componente pentastellata del governo ci sono ormai zero dubbi. «L’analisi costi/benefici della Tav sarà pubblicata nei primi giorni della prossima settimana» ha detto ieri il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Ma l’esito è già scritto. «Chi decise 20 anni fa di fare la Tav – ha detto il ministro – l’ha fatto sulla base di alcuni numeri: tante persone e tante merci in più. Non ci sono né tante persone e né tante merci in più. Quindi viene meno il presupposto dell’opera». Anche Beppe Grillo e Di Maio dicono la loro. Il fondatore ribadisce che «l’opera è inutile, ma che il governo non si spaccherà mai su una cosa del genere. Lo sceriffo Salvini se ne faccia una ragione: quell’opera è un’enorme cazzata». Il capo politico del Movimento: «Nessuna mediazione con noi al governo». «IL MOTIVO per cui il ministro Toninelli continua incredibilmente a nascondere il testo dell’analisi costi-benefici sulla Tav – replica Raffaella Paita, capogruppo Pd in commissione Trasporti – diventa sempre più chiaro: persino lui si rende conto che l’analisi costi-benefici è così poco credibile». E Silvio Berlusconi agita lo spettro di un referendum: «Credo che inoltreremo la proposta del referendum sulla Tav e sul reddito di cittadinanza».

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