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Data Pubblicazione: 12/08/19
Pubblicato in: Servizi
Scritto da: Maria S. Quercioli
Pubblicato su: LA NAZIONE CRONACA PRATO

I CINESI investono sugli asili in città e in provincia dopo una prima esperienza a Campi Bisenzio, dove l’asilo materno «L’Isola Felice» è già un marchio registrato. Fra il 9 e il 13 settembre a Prato aprirà una filiale che offrirà anche una serie di servizi accessori informativi ai genitori. Shuang Jian Hu (detta Giulia) è la mediatrice culturale che nel 2017 ha aperto a Campi Bisenzio il primo asilo interculturale dove si insegnano in tenera età tre lingue e si avvicinano i bambini alla musica. Non è un asilo solo per famiglie benestanti, anche se la cifra mensile di 350 euro più la mensa può sembrare costosa. Le insegnanti, quando sono con i bambini, non usano il cellulare né sono distratte dal web. Il nuovo asilo, da 45 posti, sarà via Galcianese 93. Shuang Jian Hu come è nata la decisione di esportare l’esperienza a Prato? «Campi è stato il banco di prova: un successo, un sogno che si è avverato e l’integrazione è riuscita. Abbiamo 45 bambini fra cinesi, italiani, peruviani, egiziani e marocchini. A Prato c’è una situazione complessa nella gestione dei servizi alla prima infanzia da parte dei connazionali e la mancanza di legalità mi dà fastidio. A Prato occorre riportare nel perimetro della legalità il settore infanzia: il lavoro di educare non è la stessa cosa di fare commercio. Tante coppie cinesi per sola comodità affidano i bambini alle tate che non sono educatrici, ma spesso ragazze che passano ore fra cellulare, internet e tv. I bambini cinesi alla fine hanno un ritardo nello sviluppo del linguaggio. L’infanzia è il momento formativo più importante e non basterà a Prato un solo asilo come l’Isola Felice». Quali sono le caratteristiche dell’asilo? «La struttura si sviluppa su 200 metri quadrati con spazio esterno per i giochi. E’ previsto l’insegnamento di italiano, inglese e cinese con docenti madrelingua. La mensa sarà curata dalla ‘Qualità & Servizi’, tenendo conto delle esigenze di natura religiosa dei bambini. La differenza, con l’asilo di Campi, è che qui forniremo ai genitori un servizio di informazione sulle normative in materia di lavoro, di fisco, di politiche socio-sanitarie e culturali. Sul versante fiorentino c’è meno necessità di questa assistenza, Prato invece ha un numero di residenti cinesi alto e la famiglia ha bisogno di essere educata e seguita, dobbiamo far passare questo concetto: un asilo materno non è un business ma un servizio educativo pulito, serio e con insegnanti qualificati. L’educazione non si lascia all’improvvisazione». Come informerete la comunità cinese che a Prato c’è L’Isola Felice? «Utilizzeremo i canali social, la app WeChat, le associazioni di categoria e il passaparola».

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