Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 10/10/19
Pubblicato in: Scuola
Scritto da: Mario Neri
Pubblicato su: IL TIRRENO

Un decreto salva-maestri, che consenta ai docenti senza laurea di non perdere la cattedra almeno per quest’anno, per poi affrontare un iter – un concorso o un percorso di formazione – utile ad abilitarsi e così poter sfuggire al domino dei licenziamenti. È quello in cui sperano i sindacati e con cui il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti proverà ad affrontare il «problema» che rischia di lasciare senza posto (fisso o annuale) 4-5 mila docenti delle scuole materne e delle elementari in Toscana. In fondo, ha detto ieri il ministro a Didacta, la grande fiera dell’innovazione scolastica in programma alla Fortezza da Basso di Firenze fino a domani, «è importante che la scuola torni ad essere al centro del dibattito politico, perché non possiamo pensare di continuare ad operare con docenti sottopagati rispetto alla media europea», «edifici che crollano», «troppe cattedre scoperte a settembre». Ecco le cattedre, però, potrebbero cominciare a svuotarsi già fra pochi mesi. Perché migliaia di maestri e maestre in possesso solo di un diploma magistrale conseguito entro il 2001, alcuni anche assunti, seppur con riserva, in Toscana stanno cominciando a ricevere le sentenze del Tar del Lazio sui ricorsi che avevano presentato contro il parere del Consiglio di Stato che nel 2017 ha sancito un principio definitivo: da lì in poi chiunque vuole insegnare nella scuola pubblica potrà farlo solo avendo la laurea. E tutte quelle sentenze sono negative. Così per moltissimi insegnanti, alcuni con 10 anni di servizio, ogni verdetto suona come un colpo di penna sulla carriera. Anche perché c’è una circolare del Miur di fine agosto lapidaria: chi perde al Tar, perde la cattedra. Che sia di ruolo o abbia un contratto a tempo determinato. Per tutti la stessa sorte: la ripartenza dalla terza fascia della graduatoria di istituto, cioè la schiera dei super precari, dove è impossibile ambire al posto fisso se non partecipando a un concorso.«Il problema è stato affrontato al tavolo con i sindacati che si rivedranno col ministro a breve anche su questo – fanno sapere dalla segreteria di Fioramonti – E soprattutto verrà affrontato in sede di revisione del decreto». Una misura per ora ferma alla bozza congelata alla versione del governo giallo-verde e studiata per affrontare tutti fronti aperti sul precariato nella scuola, ma che per gli insegnanti senza laurea dave una sola via d’uscita: avrebbero potuto salvarsi partecipando al concorso straordinario di luglio, una selezione a cui sono risultate idonee 3.300 persone in Toscana, ma da cui erano esclusi i docenti con meno di 3anni di servizio. Un guaio, perché così sono rimasti fuori docenti assunti negli ultimi tre anni, ma che avevano fatto gran parte della carriera nelle paritarie. Ma per Fioramonti Didacta è anche l’occasione per raccogliere l’appello della senatrice Liliana Segre a ripescare “storia” fra le materie della di maturità: «la storia deve tornare ad essere centrale nel modello formativo delle scuole – e sul tema specifico stiamo ragionando per vedere se riusciamo a farlo e in che modo».

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email