Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 30/11/19
Pubblicato in: Formazione, Immigrazione
Scritto da: Azelio Biagioni
Pubblicato su: IL TIRRENO CRONACA PRATO

Un’università cinese a Prato? L’idea c’è. Ed è quella che sta portando avanti fortemente l’assessore Lorenzo Marchi che ha la delega anche all’università. A dire il vero già qualche anno fa (nel 2016) si era parlato di far approdare in città un ateneo orientale ma poi la cosa si era bloccata, anche se i contatti sono sempre proseguiti fra l’ateneo cinese di Wenzhou e quello del Pin di Prato. L’ateneo cinese in questione ha aperto sedi in varie parti del mondo per formare giovani e immetterli sul mondo del lavoro. «Per me la presenza di un’università cinese nella nostra città sarebbe importantissima – sottolinea l’assessore Marchi – E mi sto adoperando per far sì che la cosa diventi realtà». In questi giorni Marchi ha avuto un colloquio col direttore del Pin Enrico Banchelli al quale ha chiesto di invitare a Prato il rettore dell’università di Wenzhou, la stessa università che nel 2016 era intenzionata ad aprire qui un suo campus. «Col direttore del Pin – precisa l’assessore al Turismo – sto organizzando un nuovo incontro col rettore dell’università di Wenzhou per riavviare il percorso».Una sede universitaria di questo ateneo cinese in Toscana c’è da qualche anno, nella città di Arezzo. Si tratta di una sede piccola, ecco dunque che l’ipotesi Prato potrebbe essere molto allettante. «Sarebbe importante averla in città per tanti motivi – sottolinea l’assessore – Perché la Cina è una delle potenze economiche nel mondo, il cinese sarà fondamentale e imparare questa lingua apre strade enormi per i giovani pratesi e poi perché può far fare una salto di qualità sia alla città sia alla comunità cinese presente a Prato. E la cultura così si alza di livello, anche per quello che riguarda il rispetto delle regole. L’università – sottolinea Lorenzo Marchi – dovrà essere rivolta soprattutto ai ragazzi italiani e poi anche ai cinesi». L’invito al rettore partirà la prossima settimana. «Se potrà venire a breve lo incontreremo qui, altrimenti – dice Marchi – insieme al direttore del Pin andremo dai suoi referenti alla sede aretina, questo per accorciare i tempi».E a proposito di tempi, al momento è troppo prematuro parlare di quando potrebbe arrivare a Prato la quarta università (dopo il Pin, Monash e New Haven). «Siamo nella fase dei contatti – spiega l’assessore – e nemmeno si può fare l’ipotesi di quando potrà aprire. C’è da attendere il primo incontro e capire cosa sarà possibile fare». E sempre sul capitolo Università, Marchi punta anche ad aumentare i corsi di laurea del Pin. «Insieme al collega Valerio Barberis – racconta – siamo per far arrivare corsi in architettura. Per la Monash (l’università australiana, ndr) si pensa a dei corsi post laurea e inoltre potenziare la New Haven. E proprio con la città di New Haven vogliamo fare un gemellaggio». L’assessore, intanto, è stato invitato a Changzhou (città gemellata con Prato) per vedere come funzionano i 4 campus universitari. C’è però una spina nel fianco per quando riguarda il mondo universitario pratese: lo studentato che ancora non c’è. Se ne parla da diversi anni ma senza mai essere riusciti ad averlo. «Abbiamo individuato alcuni immobili privati – termina l’assessore – Adesso vediamo cosa poter fare. La necessità di questo luogo è fondamentale».

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email