Seleziona una pagina
Data Pubblicazione: 04/11/19
Pubblicato in: Ambiente, Fisco e Tasse
Scritto da: Alessandro Farruggia
Pubblicato su: LA NAZIONE QN

«Vietare la plastica sic e simpliciter è un approccio totalmente errato, ammesso sia possibile. Anche a me la plastica in mare fa orrore, ma attenti a non buttare il bambino con l’acqua sporca. La plastica ci serve. Va usata bene, va riusata, infine riciclata. Quando è il caso, va fatta con materie prime vegetali, che la rendono compostabile. Se così facessimo non sarebbe un problema. E poi tassarla per sciacquarci l’anima non modificherà i comportamenti, il tutto si risolverà nell’ennesimo balzello». Francesco Paolo La Mantia è un professore ordinario della facoltà di ingegneria dell’università di Palermo con 290 pubblicazioni alle spalle e una vita spesa a studiare i polimeri. Professore, lei è convinto che la tassa non sposterà i consumi, mancando il suo obiettivo. «Ma certo. Se lei spende 80 euro per fare la spesa, le cambia qualcosa pagare un euro o anche due in più, pur di non mutare le sue abitudini di consumo? Secondo me no. Lei sarà magari seccato, ma non cambierà abitudini. È solo una tassa in più. E io più che alle tasse, credo agli incentivi». Si possono fare prodotti al 100% riciclabili? «Dipende dall’utilizzo. E dipende dalle singole categorie merceologiche. Alcuni prodotti di plastica sono già oggi fatti completamente con materiali riciclati, altri lo sono in parte, altri lo potrebbero essere. Non tutti i prodotti in plastica possono essere solo di materiali riciclabili, anche per una questione di prestazioni meccaniche. E poi per i materiali ad uso alimentare la legge dice che non si può superare il 50%. Ma realisticamente quasi tutti i prodotti plastici possono avere in miscela una buona parte di materia riciclata. Già si fa, ma ci sono larghi margini di crescita». Le plastiche sono riciclabili in maniera infinita? «Le plastiche, dico ai miei studenti, sono materiali organici, proprio come noi. Come noi veniamo danneggiati dal Sole, così le plastiche. Che si deteriorarono, perdono caratteristiche e quindi non possono essere riciclate all’infinito. Ma a fine vita possono essere raccolte e usate per il recupero energetico». Quindi il riciclaggio è fondamentale per una corretta gestione delle plastiche. «Va riciclato tutto il riciclabile. È una questione di educazione del consumatore. Questo comportamento virtuoso, io credo, va promosso attivamente» Tipo? «Sono molto a favore dell’incentivazione al riciclo in cambio di qualche spicciolo, come si fa in Germania o in Austria: vai al supermercato, riporti le tue bottiglie di plastica e in cambio hai dei soldi. Faccio parte della generazione del vuoto a rendere, che portava in negozio la bottiglia di latte o di birra. È giusto ed educativo, fa capire che la plastica ha un valore, non è un rifiuto». Che potenzialità hanno le bioplastiche, compostabili? «È un mercato ampiamente in espansione. Sono utili sopratutto per gli oggetti plastici che hanno una vita molto breve. II sacchetto ad esempio, o i film che si usano sui terreni agricoli. Per applicazioni di durata maggiore tanto vale usare polimetri tradizionali, che costano di meno. E che poi andranno, ovviamente, riciclati». Un bicchiere di plastica compostabile che finisce in mare, si degrada facilmente? «No. Compostabile o biodegradabile non significa solubile. Ha comunque bisogno dei suoi tempi. Che dipendono dal tipo di materiale, dalla temperatura dell’acqua, dalla salinità. Sarà anche compostabile, ma non bisogna mai buttarlo nell’ambiente». Lei non ci sta proprio a vedere la plastica sul banco degli accusati. «La plastica è come un coltello, bisogna vedere come la si adopera. Per alcune applicazioni le materie plastiche sono insostituibili, per altre si possono usare plastiche biodegradabili e poi la maggior parte degli oggetti in plastica sono riciclabili, quantomeno per recuperare energia. Se questo non viene fatto, diventa, come tanti altri materiali, nociva. Ma se viene dispersa è colpa nostra, non del materiale in sé». Non le pare che ci sia un abuso di monoporzioni? «Probabilmente, ma quello dipende dalla domanda del mercato. Comunque, gli eccessi ci sono e non vanno bene». È stato giusto vietare i sacchetti di plastica? «La misura ha una sua ragione». Che ne pensa nell’usa e getta? «E’ quanto di più sconveniente esista al mondo».

Print Friendly, PDF & Email


TORNA ALLA RASSEGNA STAMPA

Print Friendly, PDF & Email