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Data Pubblicazione: 11/01/19
Pubblicato in: Politica
Scritto da: Ilaria Ulivelli
Pubblicato su: LA NAZIONE

FIRENZE – IL CONGRESSO è cominciato, la sfida nel Pd è aperta. Ma la partita più importante per i Dem è in calendario a fine maggio: soprattutto in Toscana, le amministrative saranno il banco di prova da fuori o dentro. «Mi auguro e spero che il congresso sia un’occasione di rilancio del partito – spiega il segretario toscano del Pd, Simona Bonafè – Anche se a livello regionale ci siamo già confrontati due mesi fa, il mio compito sarà quello di creare le condizioni migliori per favorire il dibattito». Il Pd è nel mirino dei cittadini che lo sentono distante: non potete permettervi di sbagliare candidature. A che punto siete? «Stiamo seguendo tutti i 188 comuni che andranno al voto, pur rispettando le autonomie dei singoli. Ci sono situazioni in cui il percorso è già stato definito con il candidato già in corsa, altre più problematiche dove stiamo lavorando con dirigenti e iscritti. Quello che davvero interessa è scegliere i nomi e le squadre migliori». Qual è la strategia per riconquistare i Comuni persi e per non perdere quelli che governate? «In linea generale stiamo lavorando alla costruzione di alleanze più ampie possibile, coinvolgendo le forze di sinistra e civiche che non vogliono consegnare alle destre e al populismo le nostre città, anche perché le promesse che faranno saranno figlie di quelle già tradite alle politiche». Alleanza con le sinistre: a Firenze sembra già saltata. Nardella ce la farà? «A mio parere a Firenze ci sono le condizioni per vincere, il sindaco è apprezzato in città, dove ha lavorato bene. Ma non prendiamo sottogamba nessuna elezione. Se una parte della sinistra ha previsto di fare altre scelte nonostante il tavolo di confronto che avevamo avviato, noi rinnoviamo l’invito a tutti coloro che non vogliono dare alla destra e ai sovranismi i nostri Comuni». C’è da tenere Prato e riconquistare Livorno, non è impresa facile… «Prato è tradizionalmente più complicata, ma anche lì vedo le condizioni per fare un buon lavoro con Matteo Biffoni: siamo al lavoro per costruire solide alleanze. A Livorno vogliamo tornare a governare, anche se non abbiamo ancora individuato il candidato, ci sarà un supplemento di lavoro per selezionare la figura migliore. Contiamo di chiudere entro fine gennaio». Le primarie sono uno strumento superato per la scelta dei candidati sindaci? «Non direi, dipende dalle situazioni». L’anno prossimo ci sono anche le elezioni regionali… «Oggi governiamo la Regione e dobbiamo continuare a farlo bene fino a fine mandato sciogliendo i nodi più problematici: penso alle liste d’attesa in sanità e all’avvio di importanti opere infrastrutturali come l’aeroporto di Peretola, se il governo non continuerà a mettere bastoni fra le ruote. Ora dobbiamo occuparci di prendere o mantenere il governo delle città, dopo penseremo al resto». Salvini a Firenze ha polemizzato con Rossi per l’assenza di un Cas, un centro di accoglienza straordinaria per i rimpatri. «Altro che Cas, sui temi della sicurezza vedo molta demagogia da parte del governo. A Salvini non interessa realmente risolvere i problemi, altrimenti avrebbe fatto arrivare a Firenze i 250 agenti che mancano. In realtà il decreto sicurezza produrrà insicurezza: una cosa fatta scientemente perché è su quella paura che prende voti la Lega. La cancellazione dei permessi umanitari farà uscire dai circuiti legali 6.000 immigrati che non verranno rimpatriati perché mancano accordi bilaterali con i paesi di provenienza. Tutto questo alla faccia del Cas». Domani il Pd torna in piazza con 200 gazebo in Toscana, per dire cosa? «Per spiegare ai cittadini che la manovra di questo governo è sbagliata: aumenta le tasse, riduce gli investimenti, taglia risorse ai Comuni e alla scuola. E mette le mani in tasca ai pensionati».

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