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Data Pubblicazione: 12/07/19
Pubblicato in: Istituzioni
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Pubblicato su: LA NAZIONE QN

SI DECIDERANNO martedì i destini di Ursula Von der Leyen, la candidata designata dai capi di Stato e di governo alla presidenza della Commissione Ue. Il voto al Parlamento europeo si preannuncia tutt’altro che scontato, considerate le fratture interne ai gruppi. La 60enne ministra tedesca della Difesa scommette sui numeri. Per esser eletta ha bisogno della maggioranza degli eletti, 374 voti. Per i più ottimisti Von der Leyen potrebbe incassare 400 voti, con una maggioranza sbilanciata a destra. A favore il Ppe, una parte dei Conservatori, i liberali-centristi e i due terzi dei Socialisti. I sovranisti di Identità e democrazia e gli eurodeputati del M5S starebbero valutando il loro sostegno. I 5 Stelle avrebbero apprezzato il richiamo della Von der Leyen alla necessità di introdurre un salario minimo nei Paesi Ue, storico cavallo di battaglia grillino. Da aprte sua, invece, il neo ministro per gli Affari europei, Lorenzo Fontana, non ha escluso che il Carroccio possa votare a favore. «Mi felicito perché ha avuto parole importanti sulla riforma di Dublino: che ci sia un’apertura è molto interessante. Poi si valuteranno le votazioni di martedì», ha detto Fontana. L’eventuale sostegno di M5S e Lega alla candidata tedesca assume per l’Italia una rilevanza particolare al fine di avere il suo appoggio nel quadro della partita in corso sull’assegnazione del portafoglio al futuro commissario italiano. E per questo si farebbe il nome di Giancarlo Giorgetti.

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